Oggi vi anticipo un po’ la mostra che inaugura a ottobre a Palazzo Reale di Milano. Dopo l’esposizione Van Gogh Alive che proponeva i celebri capolavori di Vincent van Gogh non tanto in maniera virtuale ma visiva, nelle sale espositive potrete visitare nell’esposizione Van Gogh. L’uomo e la terra, qui le opere dell’artista organizzate all’interno di un percorso espositivo che si focalizza sulle tematiche di Expo2015 ovvero la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste strettamente legata al ciclo delle stagioni.
Van Gogh, creando in un’epoca che dedicava le sue attenzioni ai frutti e prodotti dell’industrializzazione europea caratteristica della fine del XIX secolo come il paesaggio urbano, lavora in qualche modo controcorrente dedicandosi a una pittura che aveva per protagonista il mondo cittadino e il paesaggio rurale. Dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti di Arles, si può notare come Van Gogh esprime la propria affinità verso la vita e la tradizione agreste, gli umili, i lavoratori della terra considerandoli quasi figure eroiche e per questo ritratti nel loro dignitoso contegno.
Da questa premessa il percorso espositivo accoglie opere già note e alcune mai viste prima per un totale di circa 50 capolavori provenienti dal più importanti musei come il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Kröller-Müller Museum di Otterlo, il Centraal Museum di Utrecht, il Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico e diverse collezioni private, per raccontare non solo ciò che provava l’artista nel creare, ma mettere alla luce il rapporto tra uomo e natura, tra fatica e bellezza.
Tra le opere che saranno esposte Autoritratto (1887), Vista di Saintes Marie de la Mer (1888), la Testa di pescatore (1883), Paesaggio con covoni di grano e luna crescente (1889), Ritratto di Joseph Roulin (1889), Natura morta con un piatto di cipolle(1889), Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie (1883) e il Ritratto di Joseph Roulin (1889).
Nell’attesa del 18 ottobre cosa fare? Beh, a partire dall’8 settembre sono previsti a Palazzo Reale una serie di incontri, confronti tematici e letture che ci faranno scoprile le diverse sfaccettature della sua produzione creativa e della sua vita. A guidarci in questo percorso saranno diversi critici, scrittori e esperti come Enzo Sallustro, Flavio Caroli e Dario Bressanini. Gli approfondimenti che mirano a condurre il pubblico alla riscoperta dei temi della terra della ruralità e della natura, sono moderati dal giornalista Marco Carminati.
Eccovi il calendario:
Lunedì 8 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Falvio Caroli, Critico e Storico dell'arte.
Flavio Caroli analizza all’interno dell’opera di VanGogh l'evoluzione dell’idea di naturaa partire dai lavori giovanili e dalle sue lettere, qui racconta dell’influenza cheebbe nella sua formazione artistica il pittore Millet con un focus sull’intero percorso fino alle opere più mature.
Martedì 23 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Dario Bressanini, Ricercatore, divulgatore scientifico e scrittore italiano.
Dario Bressanini in questo incontro analizza in modo scientifico alcuni lavori di Van Gogh incentrati sul mondo agreste e contadino, per poi discutere sulla storia del cibo e del lavoro nei campi nel periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni.
Martedì 30 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Enzo Sallustro, Vice-direttore Rai Gold, esperto di cinema e curatore di diverse rassegne cinematografiche.
Un excursus cinematografico a cura di Enzo Sallustro che ripercorre la filmografia che indaga e racconta il tema rurale e contadino, protagonista della mostra, e di conseguenza il rapporto dell'uomo con la natura che lo circonda.
Gli incontri sono a Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Informazioni: T. +39 06 693 803 06
www.vangoghmilano.it
La mostra Van Gogh. L’uomo e la terra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.
Van Gogh. L’uomo e la terra
dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12 - Milano
Orari
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
Ingressi: Intero € 12, ridotto € 10, ridotto speciale € 6
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venerdì 5 settembre 2014
martedì 1 luglio 2014
La Nebbiosa. A Milano lo sguardo di Pasolini e quello dei milanesi
Gli spazi espositivi di Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento, ospitano la mostra La Nebbiosa, il cui titolo e non solo trae origine da una sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini, firmata nel 1959 ma mai divenuta film. Ambientata in quella Milano del boom economico il testo racconta tramite la notte brava dei teddy boys pasoliniani, un prodotto che è allo stesso tempo specchio di una diffusa amoralità.
Fino al 14 settembre, l’esposizione suddivisa nelle sezioni Lo sguardo di Pasolini su una Città ormai scomparsa e Lo sguardo dei milanesi fa rivivere una Milano ormai scomparsa presenta una selezione di fotografie dell’epoca provenienti dagli archivi di Contrasto e da quelli di Mufoco – Museo Fotografia Contemporanea. Concepita quasi come uno storyboard il percorso espositivo si configura come un racconto di quei luoghi immaginati da Pasolini per il suo film accostati a una serie di brani d’epoca tratti dalla pubblicazione dell’opera (2013 - il Saggiatore nella collana le Silerchie).
Scatti d’epoca di maestri come Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Federico Garolla illustrano una Milano piena di ombre e luci, la città dei grattacieli e delle nuove periferie, le insegne luminose ma anche di edifici in rovina, accanto a quelli in costruzione.
La seconda sezione vi aggiunge le fotografie del capoluogo lombardo scattate tra il 1950 e il 1965 dagli abitanti e realizzate a partire dall’appello ai milanesi di contribuire attraverso la propria testimonianza alla ricostruzione di una memoria collettiva dell’epoca. Un omaggio alla città scomparsa e a tutti coloro che la videro e la immortalarono attraverso le proprie immagini fotografiche.
I visitatori possono portare con sé una o più fotografie che siano state scattate a Milano e dintorni in questo periodo, e potranno esporle in mostra con il proprio nome partecipando alla prima Social Exhibition. Una volta occupate 1850 caselle disponibili, con una scelta tra le foto migliori, si andrà a creare un mosaico ideale della Milano di quegli anni.
La mostra fotografica è promossa da Comune di Milano - Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici, e prodotta da CreE e il Saggiatore Mostre.
Spazi al pianoterra di Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento
Via Borgonuovo 23, Milano
martedì – domenica, 9.00-13.00 / 14.00-17.30
Ingresso libero
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sabato 3 maggio 2014
Identità Milano. I simboli della città
Una comunità si costruisce sulla base di cose materiali e immateriali, sui valori comuni e interessi, sulle storie delle persone, fatte di realtà e simboli. Ma cosa si può fare per una comunità se non restituirle le conoscenze acquisite dai suoi interpreti. È proprio questo il senso della mostra Identità Milano in corso, a ingresso gratuito alla Triennale di Milano fino al 2 giugno 2014.
La mostra sviluppa 14 argomenti identitari attraverso un’attività di ricerca ottenuta dalla collaborazione tra il Comitato Brand Milano e l’Assessorato al Turismo, Commercio, Marketing e Attività produttive del Comune di Milano, da tutto questo si è giunti allo sviluppare un programma articolato in una ricerca Ipsos, e due studi internazionali sulla percezione della città, una mostra che parte dalla Triennale e si sviluppa in città, un forum internazionale e una settimana di eventi culturali.
Si sono create così le condizioni per una rinnovata discussione sull'identità e sulla reputazione della città di Milano, dato anche l’Expo sempre più vicino e le trasformazioni della città in atto. Parte così nel capoluogo lombardo una mostra con eventi culturali e sociali per interrogare i cittadini sui caratteri identitari della nostra amata metropoli.
Veniamo alla mostra: suddivisa in sezioni il cui percorso espositivo è su progetto di Michele De Lucchi è articolata in Stemma della città e patrimonio simbolico popolare, le Icone d’arte, i Luoghi topici, i Palazzi storici e moderni, Duecento milanesi nativi e adottivi, ad arricchire la mostra le 21 illustrazioni di Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Julia Binfield, Michele Tranquillini, Beppe Giacobbe, Olimpia Zagnoli, autori che hanno interpretato i 14 temi identitari.
Questi sono: Terra di Mezzo, si parla di Mediolanum mondo di connessioni, baricentro e punto di convergenza nelle relazioni tra Nord, Sud e Est e Ovest anche durante l’era di Internet. Poi Accoglienza, riprendendo le tematiche della centralità le si vedono nell'applicazione della moderna etica del lavoro che non può accettare alcuna differenza e distinzione etica e sociale. Segue Conoscenza, ma lo sapete da quanto è composta la rete di istruzione milanese? 130 corsi di laurea, 7 Atenei, 200.000 studenti: una rete di formazione su tutti i campi dall'arte al design, dalla moda alle tecnologie innovative, dalla musica alla comunicazione. E ancora, Archeologia industriale, dai 15 milioni di metri quadrati che cingono la città alla sua evoluzione tra le strutture industriali nel bel mezzo di creatività e innovazione.
Si prosegue con Qualità della vita e sostenibilità, un’esplorazione di concetti come il mangiare bene, vivere la natura e l’ambiente, l’abitare bene e l’efficienza dei servizi, e ancora Moda, una Milano creativa e tecnologica che la riconosce quale città competitiva quanto Parigi, Londra e New York. Altro tema è Design, questo non necessita di spiegazioni viste anche le proposte del Salone e Fuorisalone, ma non solo poiché Milano è ai primi posti tra corsi di laurea, formazione, idee e produttività.
Salute, la città e il suo sistema misto tra pubblico e privato che integra ricerca scientifica, prevenzione e formazione internazionale, proseguendo con Solidarietà, siamo nell'ambito del no profit, volontariato, terzo settore, cooperative sociali e organizzazioni di solidarietà che agiscono non solo sul territorio ma anche a livello internazionale. Il tempo della reclame, motore di produzione e dei consumi, le proposte dello sport di massa si intrecciano alla diffusione delle informazioni sono gli argomenti di Comunicazione e sport.
Città Metropolitana parla di come Milano nell'ottica milanese chiusa nelle mura spagnole si apra a una rete diffusa di infrastrutture, alla continuità urbanistica, alla mobilità e ai servizi. Cultura, arte, spettacolo e bellezza racconta e descrive il patrimonio museale, produttivo e formativo di questa città che ha sempre puntato all'arte e alla cultura quale motivo qualificante di identità e immagine, dalla Scala a Brera, ai teatri e le biblioteche, alle gallerie d’arte, istituzioni culturali e museali.
Continuiamo con Diritti, dall'Editto di Costantino o Editto di Milano nel 313, a Dei delitti e delle pene di Beccaria (1764) si rintraccia nelle vicende della città un filo rosso conduttore nella storia dei diritti dell’emancipazione sociale fino all'ultimo tema, quello della Nutrizione, vedete questa cultura è strettamente connessa al rapporto tra ambiente e tecnologia, ma anche ai sistemi innovativi realizzati in città come i miglioramenti ai sistemi di irrigazione e delle fogne, ma non solo in tema nutrizione rientra anche quella mobile ovvero l’antica invenzione della "schiscetta" non dimenticando che si tratta del tema principale di Expo2015.
Insomma la mostra vuole far crescere in noi cittadini le domande Che cosa è Milano? Cosa sa di se stessa? Cosa dovrebbe sapere? Chi è? Cosa vuole? Cosa la distingue? Cosa offre? E tante altre ancora, perché Milano è una città che cambia di continuo, si trasforma, si evolve: nuove idee, nuove attività, nuovi progetti e nuovi modi di vivere…
Ora dalla mostra alla città, dal 26 maggio al 1 giugno 2014, ben sette luoghi della città – l’Arco della Pace, Piazza Gae Aulenti, Piazza San Fedele, Via Ampere, Piazza Duca D’Aosta, Parco Solari e Piazzale Teatro degli Arcimboldi – ospitano le torri sceniche progettate da Michele De Lucchi, luoghi che diventeranno veri e propri luoghi d’incontro, di performance e di spettacolo per reinterpretare i temi caratterizzanti della città.
E infine a giugno sarà convocato un Forum internazionale che discuta di questi temi anche sotto il punto di vista di una prospettiva futura da Expo in poi, “Racconto di Milano su Milano”.
lunedì 7 aprile 2014
Fuorisalone2014: da Zona Sant'Ambrogio a 5Vie Art+Design
Come nel caso del Navigli Design District, quest’anno vede la prima edizione di nuovi distretti. Il primo è Zona Sant’Ambrogio, il progetto si configura in occasione della Design Week 2014 / Fuorisalone come una grande mappatura e una rete di storie, racconti e relazioni basate sulla collaborazione. È proprio da questa rete collaborativa sul territorio che rimarrà attiva tutto l’anno e in particolare in occasione di Expo2015, che nascono idee e presupposti per promuovere il territorio e il quartiere, per valorizzarne il patrimonio storico, culturale, artistico ed economico e consentire a chi ne prenderà parte di sperimentare un nuovo modo di vivere la città.
Le tre parole chiave sono Prodotti, Servizi, Materiali, all'interno di queste macroaree artisti, cittadini, designers, commercianti, negozi, aziende, startup e liberi professionisti ritrovano la giusta visibilità durante la Settimana del Design milanese. Da Sant’Ambrogio a Cadorna, da corso Magenta da corso Vercelli, passando da via Carducci, prende nuova forma una delle zone più eleganti e ricche di Milano, tutta da scoprire.
Innovazione è la parola d’ordine, vista nelle sue molteplici sfaccettature: dai prodotti ai servizi, dagli auto produttori alle stat-up, dall'artigianato al digitale. Collocato in un edificio dei primi del Novecento, il quartier generale della zona accoglie Do Ut Design (via San Vittore 49), un grande spazio di idee in perfetta osmosi tra gli spazi del giardino e l’arte espositiva. Si sperimentano nuovi food concept, grazie al progetto M’Ama Food, in cui le ricette del mondo sono rivisitate in chiave italiana.
Veniamo ai luoghi: si va dallo Spazio Rossana Orlandi, dove tra il verde del cortile e i due piani di negozio sono esposti mobili contemporanei e mobili d’epoca e non solo. Alla Triennale di Milano che oltre a proporre presso il Triennale Design Museum la VII della “Collezione Permanente”(fino al 22 febbraio 2015) intitolata Il Design Italiano. Autarchia, austerità, autoproduzione, presenta le mostre Identità Milano, Luce di Carrara e The art of Living. Assolutamente da visitare la Fondazione Achille Castiglioni (P.za Castello 27) qui tra progetti, studi, prototipi e curiosità si vuole far conoscere al grande pubblico l’attività culturale, artistica e professionale del celebre architetto.
E ancora sempre nell’ambito dell’esposizione diffusa di Zona Sant’Ambrogio, tra le nuove proposte, presso l’Enoteca Zanone (via San Vittore, 16) si presenta Ci Vorrebbe il formaggio, un particolare tagliere in legno massello composto da un coperchio per trattenere il calore e una scodella in ceramica. Da Friendise (corso Magenta, 50) in esposizione Easy Eating, una borsa termica che rivoluziona l’idea di schiscetta e del pranzare fuori casa e Dressy, un abajour da tavolo in legno il cui rivestimento in stoffa si può cambiare adattandosi ad ogni gusto e necessità, il tutto nasce dalle idee di Luana Marchesi. Da Micro Bolopaper (via San Vittore, 3) potete entrare in contatto con una selezione dei migliori editori indipendenti grazie al progetto Copy/Copy e al Bar Virgilio (P.za Virgilio, 4) da scoprire Seme 30°, una linea di capi realizzati con colori estratti da alimenti freschi a base di frutta e verdura su progetto re.urban.
Altro nuovo quartiere è il Santa Marta District, nelle vie dietro la centrale Via Torino, e dato che siete nelle vicinanze la Sala delle Colonne del Museo del Duomo è invasa da 150 orologi a cucù a forma di Duomo, prodotti dall’azienda Diamantini&Domeniconi, simbolo della creatività Made in Italy, su progetto di Luca Trazzi e a cura di Beatrice Mosca. Con Cucù Duomo: l’orologio di Milano potete riceverne uno come benefit per una donazione e sostenere il progetto Adotta una Guglia. Da vedere inoltre presso il cortile dell’Università degli Studi di Milano la grande Mostra Evento by Interni intitolata quest’anno Feeding. New Ideas for the city.
Continuando a tenere lo sguardo sul nuovo giungiamo a 5Vie art+design un percorso che si snoda tra circa 35 realtà, coinvolte gallerie d’arte, negozi, musei, istituzioni, showroom che portano nella tratta tra le fermate metropolitane di Sant’Ambrogio e Cordusio. Mostre, progetti speciali e esclusive street performance suddivise in 4 itinerari ideali: Design tra le vie, Cultura tra le vie, Mestieri tra le vie e Food&Drinks.
Tra gli eventi se vi recate all’Accademia del Teatro alla Scala sono in mostra, in collaborazione con la Fondazione Bracco, i costumi di celebri edizioni scaliere che omaggiano quattro celebri personaggi femminili creati da Giuseppe Verdi, Violetta, Desdemona, Elisabetta e Amelia, completa l’esposizione un percorso fotografico che illustra il processo di creazione di un abito.
Al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci oltre a poter visitare i tre ricchi padiglioni quali l’Edificio Monumentale, il Padiglione AereoNavale e quello Ferroviario, seguiti dal sottomarino Enrico Toti è in corso la mostra Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G. Al Palazzo della Borsa vi è una mostra permanente che racconta la storia del luogo e in esposizione delle ceramiche disegnate da Giò Ponti. Rimanendo in Piazza Affari, se non l’avete fatto soffermatevi sul monumento-scultura L.O.V.E. il celebre Dito di Maurizio Cattelan, quest’anno protagonista poiché Seletti ha deciso di creare dei souvenir ispirati all'opera.
A Palazzo delle Stelline (Corso Magenta, 59) allestiti sull'asse longitudinale della Galleria Gruppo Credito Valtellinese, La collezione Memphis, gli oggetti dei protagonisti del movimento si mostrano come personaggi ludici e ironici. Proseguendo con gli eventi di Design, da Om Food (corso Magenta, 12) si va all’insegna del Fermati e Respira, un salotto a cielo aperto vi da’ il benvenuto nel giardino dei profumi.
Innovazione è la parola d’ordine, vista nelle sue molteplici sfaccettature: dai prodotti ai servizi, dagli auto produttori alle stat-up, dall'artigianato al digitale. Collocato in un edificio dei primi del Novecento, il quartier generale della zona accoglie Do Ut Design (via San Vittore 49), un grande spazio di idee in perfetta osmosi tra gli spazi del giardino e l’arte espositiva. Si sperimentano nuovi food concept, grazie al progetto M’Ama Food, in cui le ricette del mondo sono rivisitate in chiave italiana.
Veniamo ai luoghi: si va dallo Spazio Rossana Orlandi, dove tra il verde del cortile e i due piani di negozio sono esposti mobili contemporanei e mobili d’epoca e non solo. Alla Triennale di Milano che oltre a proporre presso il Triennale Design Museum la VII della “Collezione Permanente”(fino al 22 febbraio 2015) intitolata Il Design Italiano. Autarchia, austerità, autoproduzione, presenta le mostre Identità Milano, Luce di Carrara e The art of Living. Assolutamente da visitare la Fondazione Achille Castiglioni (P.za Castello 27) qui tra progetti, studi, prototipi e curiosità si vuole far conoscere al grande pubblico l’attività culturale, artistica e professionale del celebre architetto.
E ancora sempre nell’ambito dell’esposizione diffusa di Zona Sant’Ambrogio, tra le nuove proposte, presso l’Enoteca Zanone (via San Vittore, 16) si presenta Ci Vorrebbe il formaggio, un particolare tagliere in legno massello composto da un coperchio per trattenere il calore e una scodella in ceramica. Da Friendise (corso Magenta, 50) in esposizione Easy Eating, una borsa termica che rivoluziona l’idea di schiscetta e del pranzare fuori casa e Dressy, un abajour da tavolo in legno il cui rivestimento in stoffa si può cambiare adattandosi ad ogni gusto e necessità, il tutto nasce dalle idee di Luana Marchesi. Da Micro Bolopaper (via San Vittore, 3) potete entrare in contatto con una selezione dei migliori editori indipendenti grazie al progetto Copy/Copy e al Bar Virgilio (P.za Virgilio, 4) da scoprire Seme 30°, una linea di capi realizzati con colori estratti da alimenti freschi a base di frutta e verdura su progetto re.urban.
Altro nuovo quartiere è il Santa Marta District, nelle vie dietro la centrale Via Torino, e dato che siete nelle vicinanze la Sala delle Colonne del Museo del Duomo è invasa da 150 orologi a cucù a forma di Duomo, prodotti dall’azienda Diamantini&Domeniconi, simbolo della creatività Made in Italy, su progetto di Luca Trazzi e a cura di Beatrice Mosca. Con Cucù Duomo: l’orologio di Milano potete riceverne uno come benefit per una donazione e sostenere il progetto Adotta una Guglia. Da vedere inoltre presso il cortile dell’Università degli Studi di Milano la grande Mostra Evento by Interni intitolata quest’anno Feeding. New Ideas for the city.
Continuando a tenere lo sguardo sul nuovo giungiamo a 5Vie art+design un percorso che si snoda tra circa 35 realtà, coinvolte gallerie d’arte, negozi, musei, istituzioni, showroom che portano nella tratta tra le fermate metropolitane di Sant’Ambrogio e Cordusio. Mostre, progetti speciali e esclusive street performance suddivise in 4 itinerari ideali: Design tra le vie, Cultura tra le vie, Mestieri tra le vie e Food&Drinks.
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Al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci oltre a poter visitare i tre ricchi padiglioni quali l’Edificio Monumentale, il Padiglione AereoNavale e quello Ferroviario, seguiti dal sottomarino Enrico Toti è in corso la mostra Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G. Al Palazzo della Borsa vi è una mostra permanente che racconta la storia del luogo e in esposizione delle ceramiche disegnate da Giò Ponti. Rimanendo in Piazza Affari, se non l’avete fatto soffermatevi sul monumento-scultura L.O.V.E. il celebre Dito di Maurizio Cattelan, quest’anno protagonista poiché Seletti ha deciso di creare dei souvenir ispirati all'opera.
A Palazzo delle Stelline (Corso Magenta, 59) allestiti sull'asse longitudinale della Galleria Gruppo Credito Valtellinese, La collezione Memphis, gli oggetti dei protagonisti del movimento si mostrano come personaggi ludici e ironici. Proseguendo con gli eventi di Design, da Om Food (corso Magenta, 12) si va all’insegna del Fermati e Respira, un salotto a cielo aperto vi da’ il benvenuto nel giardino dei profumi.
A Palazzo Durini (via Santa Maria Valle, 2)protagonista è il cristallo come potrete vedere nelle collezioni di Lalique e Windfall che presentano in anteprima Merles et Raisins, Crystal Architecture e Pure. Da Caffè Tre Vie (via Torchio, 7) la giocosa e ironica Magic Mirror, una collezione di Specchi che trae spunto dalla favola di Biancaneve.
Da Forniture e Orologi (via San Maurillo, 8) in esposizione il libro AnimalLove di Anna Gilli per Misiad. A Palazzo Litta (corso Magenta, 24) dovete assolutamente vedere Urban Stories 2014, 4 allestimenti speciali e inediti di Emmanuel Babled, Alvin Huang, GamFratesi e Daniel Libeskind.
Concludo perché se no vi annoio e di cose da vedere ce ne sono tante, con Il Gusto del Design, un particolare percorso culinario per via Spadari, promosso dall’Associazione Spadari Via del Gusto, in collaborazione con Gnam Box, ogni realtà propone una ricetta o un prodotto all'insegna del più creativo Street food.
Concludo perché se no vi annoio e di cose da vedere ce ne sono tante, con Il Gusto del Design, un particolare percorso culinario per via Spadari, promosso dall’Associazione Spadari Via del Gusto, in collaborazione con Gnam Box, ogni realtà propone una ricetta o un prodotto all'insegna del più creativo Street food.
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sabato 5 aprile 2014
Ventura Lambrate Project
Anche quest’anno Ventura Lambrate c’è. E fa sentire la sua presenza con la tipica vocazione sperimentale che la contraddistingue. Milano è capitale della creatività, ogni anno il Salone del Mobile e il Fuorisalone porta con se milioni di visitatori curiosi di scoprire le nuove forme di Design, alla ricerca di nuovi talenti emergenti, in previsione di ottenere nuove ispirazioni e fare business.
È su queste basi ideali che lo studio olandese Organization Design, nel quartiere dove anni fa si creava la Lambretta, ha proposto un progetto volto a mettere in dialogo il passato industriale di questa zona a quello che offre oggi. Una selezione di designer internazionali al primo debutto insieme a quelli già affermati, spazi, accademie, istituzioni nel distretto di Ventura Project, hanno l’opportunità di mostrare le loro nuove ed esclusive proposte.
Si ma cosa vedere? Partiamo da via Ventura, qui al civico 5 potrete soffermarvi ad esempio nella Kitchen Library, un nuovo progetto di Fortino Edizioni, Karimoku e Arabeschi di Latte, si concretizza in uno spazio nel quale bere un buon tè mentre si sfoglia un buon libro.
Nelle vicinanze, al civico 3, potete sostare nello Spazio Cowo, per capire un po’ di più il significato di quello che è definito coworking e approfittare del Free WiFi. Ma ancora, recatevi presso la Galleria Massimo De Carlo, per chi non lo sa questa è una delle gallerie d’arte più famose di Milano che negli anni ha esposto opere di Tino Sehgal, Armin Linke, Paola Pivi e Maurizio Cattelan. E al momento vi è una mostra di olii su tela e sculture in ceramica in Unsolved Mistery di Josh Smith.
In via Massimiliano soffermatevi alla Design Gallery qui sono in esposizione pezzi di grandi nomi del campo come Andrea Branzi e Michele De Lucchi per poi giungere in Via Oslavia 8 tra le lampade Boo di Formafantasma e Dhph e sostare da Amaro’s Extravaganza e nel Diesel Social Cafè Club.
Non molto distante il Padiglione Italia al civico 3 con progetti Food Made esclusivi e da non perdere. Al 17 le proposte della Vienna Design Week, in particolare le creazioni di nomi come Marco Dessì, LucidiPevere e Martino Gamper fino all’altro centro nevralgico quale Via dei Canzi. Qui, al 19 Ventura Hive presenta 49 talenti emergenti, del restao già il nome Hive indica l’idea dei designer di mostrarsi insieme in uno spazio collettivo e condiviso con il pubblico. L’essenza del Design espande ogni confine di ricerca con autoproduzioni tra performance e nuove esperienze.
In questi luoghi i protagonisti siete voi, potete imparare come far crescere le piante con la luce, suonare e creare le vostre composizioni musicali con la luce, creare e comporre borse o provare l’esperienza attraverso l’acqua di pesare la pasta. Concludo qui perché il vero e autentico mondo del Design, anche quello più sperimentale e concettuale, va visto e vissuto in prima persona, quindi tra ex capannoni e nuovi open space divertitevi tra feste e performance.
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martedì 1 aprile 2014
Feeding. New Ideas for the city by Interni
Torna anche quest'anno in occasione del FuoriSalone 2014, la grande mostra evento che Interni allestisce ogni anno presso i cortili e ai piani superiori che si affacciano a questi. Durante la Settimana milanese del Design (7-13 aprile 2014), e fino al 18 aprile l'Università degli studi ospita la grande Mostra Evento intitolata quest’anno Feeding. New Ideas for the city.
Dopo Hybrid Architecture & Design, l’esposizione dello scorso anno che vedeva installazioni collocate nei cortili e nei loggiati dell’Università che seppur diverse tra loro come poteva essere una micro-casa in legno, una spirale policentrica, un macro-modello di città o una galleria di luce presentavano tutte elaborazioni del concetto comune di ibridazione creati in maniere inedita e originale da architetti e designer di caratura internazionale come Daniel Libeskind, Mario Cucinella, Michele De Lucchi e Sergei Tchoban.
Quest’anno si riflette su Expo Milano 2015, sui suoi sviluppi e sui suoi temi, un introduzione e la visione di nuovi sviluppi in attesa del grande evento atteso da tutta la città e non solo che aprirà i battenti nel maggio dell’anno prossimo.
Architetti e designer, progettisti e artisti sono stati invitati per realizzare delle installazioni temporanee attraverso le quali manifestare la loro personale interpretazione del tema Expo2015: Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita. Un’unione tra contenuti originali di progettisti e aziende che sono punto di riferimento nel campo dell’innovazione e della ricerca.
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| Preview 2014. Beauty Seed di Paola Navone (Deborah Milano e Gruppo Pozzi). Ph.Efrem Raimondi |
La sede della mostra diventa contenitore non solo del percorso espositivo, ma un laboratorio creativo e intellettuale a cielo aperto, che parla del rapporto degli uomini con la Terra Madre, i legami tra l’innovazione tecnologica e la sostenibilità, la relazione tra materiali naturali e costruzione artificiale. Attraverso installazioni come quella “da abitare” di Torafu Architects (Panasonic) intitolata Sliding Nature, quella nel bel mezzo del cortile principale U_cloud – Speech di Tchoban/Kuznetsov (VelKo 2000), la cupola da abitare intitolata Beauty Seed di Paola Navone (Deborah Milano e Gruppo Pozzi), primarchitettura di Walter Maria De Silva (Audi) fino a giungere all’Orto Botanico di Brera, giardino storico e splendido museo all’aperto, fondato nel 1774 sotto l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, situato nel centro di Milano all’interno del celebre Palazzo di Brera luogo che contiene in sé l’Accademia, la Pinacoteca, la Biblioteca Braidense e la Specola (Osservatorio Astronomico).
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| Preview 2014: Giardino Geometrico. Lissoni Associati - aminam e Living DivaniPh.Efrem Raimondi |
Qui in previsione di Expo 2015, Interni è promotore e responsabile di un progetto di ristrutturazione volto ad apportare migliorie permanenti, oggetto di una ristrutturazione programmata e più allargata per dar vita al polo della Grande Brera. Il progetto vede la realizzazione dell’Impianto di illuminazione eco-sostenibile e permanente su progetto di un light-designer, l’Efficientamento energetico dell’Orto realizzato attraverso il raggiungimento della falda acquifera sottostante e nel 2015 un grande evento sempre a cura di Interni legato al tema delle specie botaniche dell’Orto e al tema di Expo 2015: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Durante il periodo del fuori salone è presente anche qui un’installazione, il Giardino Geometrico progettato da Lissoni Associati in collaborazione con Laminam e Living Divani.
Tutte queste installazioni mostrano la volontà di sviluppare proposte per la città del futuro, per mostrarli non solo agli appassionati di design ma proporli a tutta la città affinché possano essere reinstallati e ripresi per Expo Milano 2015. Il progetto di Interni diventa così luogo di sperimentazione per la prototipazione di diverse installazioni a varie scale per proseguire e rilanciare il loro messaggio esteso a tutta la scala urbana: manufatti e attrezzature collettive in grado di attivare fasi e processi di scambio e incontro.
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sabato 29 marzo 2014
La Casa Morbida. Il Museo Poldi Pezzoli tra Arte e Design
Mettici una delle Casa Museo più famose di Milano, un tema attuale come il Textile Design, la bellezza e la novità portata dall’Arte contemporanea e le riflessioni e le produzioni di un’azienda come Foscarini, mescola il tutto sapientemente e vedrai il risultato nell’esposizione La Casa Morbida. Tra arte e Design allestita negli spazi del Museo Poldi Pezzoli.
In mostra anche opere d’arte contemporanea come Studio Story Strip 2 di Pae White, Aubusson Rosso di Stefano Arienti, Oceani di Terra di Claudia Losi, Untitled di Rosemarie Trockel e Cuscino di Letizia Cariello, tutti questi artisti lavorano sul "racconto del filo".
La Casa Morbida. Tra Arte e Design
Fino al 5 maggio 2014
Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 - Milano
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì
Ingresso: 9 €, 6 € ridotto, bambini fino ai 10 anni gratuito
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Intrigue Japonaise. Paolo Cappello (2013, Nodus). Photo Credits: Umberto Nicoletti
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In occasione della Milano Design Week 2014 la casa museo di via Manzoni apre le sue porte all'universo del Design focalizzandosi su un territorio di indagine che mette in connessione passato e contemporaneità, raccontando quello che è definito Textile Design come un ambito caratterizzato dall'influenza delle innovazioni che si sono succedute nel corso del tempo fino a giungere alle rivoluzioni apportate dalle tecnologie contemporanee.
Qui il Focus è sulle produzioni del mondo tessile, oggetti realizzati con intrecci di materiali, filati e trame che se da un lato richiamano il sapore “d'altri tempi”, dall'altro si adattano alle necessità e al gusto del pubblico contemporaneo. Con questa mostra si vuole raccontare, ricollegandosi al tema dell’artigianalità, e con l’esposizione di eccellenze della produzione tessile moderna e contemporanea, il legame tra i fondamenti di un’arte antica e la sua identità odierna.
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Sviluppandosi lungo l’intero percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli, La Casa Morbida enfatizza il dialogo tra gli oggetti del Museo e gli ambienti della Casa, esponendo pezzi pensati e realizzati dai maggiori esponenti del design moderno e contemporaneo come Bruno Munari, Alessandro Mendini, Vico Magistretti e Ettore Sottsass, fino ai nuovi protagonisti come Scholten & Baijings, Ronan ed Erwan Bourollec, Matali Crasset, Martí Guixé e Luca Nichetto.
Di Tanya Aguiñiga sono i Felt Birds, dei simpatici Uccellini da casa colorati realizzati modellando il feltro intorno a una sagoma. Particolarmente bella è Peacock di Dror Benshetrit (2009, Cappellini) una poltroncina blu che richiama la forma della ruota di un pavone, realizzata da un unico foglio di feltro che è stato arricciato e piegato, non vi è alcuna cucitura, mentre ne detta la tensione decorativa un perno alla base. Poco più in là, a piano terra vedrete l’appendiabiti minimale e da un lato ironico Big-Game by Micro (2010, Moustache) composto da teste di gommapiuma di un microfono da reporter.
Nella sala delle armi che già di per se impressiona e meraviglia per la bellezza e la particolarità della sua collezione, è collocato l’Intrigue Japonaise di Paolo Cappello (2013, Nodus) parte di un progetto culturale e decorativo che vede protagonisti una serie di tappeti sui quali sono riportate figure tratte dal teatro giapponese.
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Photo Credits: Umberto Nicoletti
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Anche una cornice può diventare morbida e può essere utilizzata al di là delle sue funzioni tradizionali, ce lo dimostra Catarina Carreiras con Draft (2013, Fabrica & Tai Ping Carpets) un connubio di forma e senso, per inquadrare arredi e angoli speciali.
Anna Gili rivede il classico orsacchiotto con Psychedelic Teddy Bear (2000, Ritzenhoff) realizzato in una versione psichedelica, mentre Benedetta e/and Carlo Tamborini con Gomitolo (2006, Diamantini & Domeniconi) mostrano come anche un orologio da parete può diventare morbido, presentando un pezzo che presenta un rivestimento lavorato a maglia in cotone di diversi colori.
Tra le sedie la Butterfly for Gillo (2012) di Carla Tolomeo, che come indica il suo nome richiama la forma di una farfalla, e Antibodi di Patricia Urquiola (2006, Moroso), qui tanti petali double face si appoggiano su un leggero telaio metallico che ne fa da stelo.
In mostra anche opere d’arte contemporanea come Studio Story Strip 2 di Pae White, Aubusson Rosso di Stefano Arienti, Oceani di Terra di Claudia Losi, Untitled di Rosemarie Trockel e Cuscino di Letizia Cariello, tutti questi artisti lavorano sul "racconto del filo".
La Casa Morbida. Tra Arte e Design
Fino al 5 maggio 2014
Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 - Milano
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì
Ingresso: 9 €, 6 € ridotto, bambini fino ai 10 anni gratuito
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venerdì 28 marzo 2014
Brera Design District 2014. Be District - Lezioni di Design
Un appuntamento che per ben cinque giorni coinvolge e rende protagonista uno dei quartieri storici della città per promuovere le eccellenze e i punti di forza attivi sul territorio. Si tratta di un evento che fonde insieme design, competenza artigiana e cultura all'interno di un luogo dove nascono le nuove tendenze grazie all'intreccio tra arte e moda, si parla della V Edizione del Brera Design District, prevista dall’8 al 13 aprile e inserita nell'ambito della manifestazioni in occasione del Salone Internazionale del Mobile di Milano e del Fuorisalone.
Tema di quest’anno è Be District: creare connessioni, comunicare innovazione, concepito in continuità con l’edizione precedente, il cui tema era Fare Artigianale e pensare Industriale,quest’anno il Brera Design District presenta inoltre le Lezioni di Design. La Mediateca Santa Teresa (via della Moscova 28) è l’headquarter di questa edizione, qui inoltre sono ospitati l’Info e Media point per la stampa durante il Fuorisalone.
Il perché del tema: oggi essere un distretto richiede nuove capacità comunicative che vadano a creare dialoghi, nuove diffusioni delle idee e quindi nuove connessioni, allo stesso modo con la creazione di prodotti, la marca e l’oggetto di per se non sono più sufficienti in particolare per quanto riguarda la diffusione al pubblico si presenta la necessità di aggiungere nuovi valori a quelli esistenti, poiché la reputazione in rete e le nuove forme di comunicazione si devono costituire attraverso nuovi modelli di sviluppo innovativi.
Da questo prende vita Lezioni di Design, una riflessione diffusa che vuole promuovere la cultura del progetto, per cui per poter leggere e comprendere il contemporaneo vi devono essere chiavi di lettura come la storia del design e le esperienze sul campo per poter essere di pari passo con l’innovazione.
Il progetto prodotto da Rai Educational a cura di Stefano Casciani, Anna Del Gatto, Maurizio Malabruzzi e condotto da Ugo Gregoretti vede diverse iniziative legate alla conoscenza e all'apprendimento, con l’obiettivo di fare sistema promuovendo una nuova filosofia. Durante il Brera Design District sono in programma una serie di conferenze che si promettono di attivare un dibattito sul contemporaneo, affrontando temi come le ultime frontiere del design come la stampa 3D, il ruolo dei makers e la crisi di mercato e le nuove forme di comunicazione e vendita online, partendo da proiezioni che portano con loro un certo valore sul piano documentativo. Momenti di incontro e dibattito con il pubblico, studenti, giornalisti e aziende.
Tra i protagonisti di Lezioni di Design, il cui programma ha vinto il Compasso D’oro, tra riflessioni e esperienze creative personali sarete a contatto prendendo parte attiva agli eventi, con Aldo Cibic (Galleria Antonia Jannone - C.so Giuseppe Garibaldi 125) e Giulio Iacchetti (ASAP - C.so Garibaldi 104). Ma non solo poiché all'interno dell'Appartamento Lago (Via Brera 30), uno degli spazi storici di Brera, si fa attenzione ai più piccini con le Lezioni di Design for Kids, e ancora al progetto si aggiungono i Design Tour: itinerari degli archivi storici e delle fondazioni del design milanese, una ricca programmazione di iniziative guidate che vi porta alla scoperta di fondazioni, archivi e istituzioni alla scoperta dei veri luoghi del design che ne conservano le fonti e la memoria.
Tra i protagonisti di Lezioni di Design, il cui programma ha vinto il Compasso D’oro, tra riflessioni e esperienze creative personali sarete a contatto prendendo parte attiva agli eventi, con Aldo Cibic (Galleria Antonia Jannone - C.so Giuseppe Garibaldi 125) e Giulio Iacchetti (ASAP - C.so Garibaldi 104). Ma non solo poiché all'interno dell'Appartamento Lago (Via Brera 30), uno degli spazi storici di Brera, si fa attenzione ai più piccini con le Lezioni di Design for Kids, e ancora al progetto si aggiungono i Design Tour: itinerari degli archivi storici e delle fondazioni del design milanese, una ricca programmazione di iniziative guidate che vi porta alla scoperta di fondazioni, archivi e istituzioni alla scoperta dei veri luoghi del design che ne conservano le fonti e la memoria.
Veniamo alle Mostre. Presso la Mediateca prende vita Robot Therapy - Adotta un Robot, una mostra – progetto a cura di Alberto Pizzati Caiani e Massimo Sirelli. Qui si considera la robotica come uno dei principali business del futuro, l’installazione infatti protagonista nel giardino é ispirata al magazzino di una Società di trasporti dove sono stoccate le casse piene di Robot in partenza per varie destinazioni di "adozione".
Nel palinsesto si inserisce anche Unofficial Report un progetto collaborativo per raccontare l'essenza e creatività degli eventi e festival attraverso il dialogo con i visitatori, studiarne e capirne i punti di vista e le diverse reazioni per trasformare questi reportage in veri e propri progetti espositivi.
La casa degli Architetti milanesi (Via Solferino 19) allestisce la mostra Ritratti di Fabbrica di Gabriele Basilico; un progetto a cura dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano e della sua Fondazione, in collaborazione con l’Archivio storico della Fondazione 3M.
Focalizzare l’attenzione sul ruolo formativo del design visto come uno strumento di crescita e base per un’economia sostenibile, incentrato sul know-how artigianale, sulle sue manuali e sulla condizione delle donne nei paesi poveri. È questo ciò che vuole comunicare la mostra di Patrizia Scarzella intitolata Wonen’s Hands negli spazi della Biblioteca di S.M. Incoronata (Corso Garibaldi 116) con fotografie realizzate durante i workshop di Design Training e Product Development alle artigiane provenienti da situazioni di disagio sociale in Tailandia, Kenya e Filippine dal 2011 al 2013 condotti dall’autrice nell’ambito del progetto Networking Our Way Out of Poverty.
Particolare è il contributo sul tema offerto da AIS/Design, l’Associazione italiana degli storici del design, che insieme a Brera Design District attiva un palinsesto di attività alla scoperta della storia del design, del contemporaneo e della definizione di nuove strategie di marketing per le aziende.
Tra gli Eventi speciali al Circolo Filologico (Via Clerici, 10) insieme all'esposizione dei 12 progetti vincitori del Lexus Design Award 2014, Fabio Novembre , Nao Tamura e MIT Media Lab presentano la loro interpretazione di Amazing in Motion per Lexus, Mainsponsor di Brera Design District. Opening Party su Invito 8 Aprile dalle 18, alle 19 è prevista la Cerimonia di premiazione Lexus Design Award.
Data la vastità della proposta e sebbene vi fornirò una piccola selezione degli Eventi del Brera Design District, vi segnalo che potete scaricare un App dedicata che vi permette di accedere a contenuti in realtà aumentata sfogliando il Journal/Guida di Brera Design District. Se siete vecchio stampo e volete il cartaceo, questo viene distribuito gratuitamente in tutto il circuito e nei due info-point (Largo la Foppa e Largo Treves) inoltre potete seguire il Brera Design District sul Sito internet, sul blog e sui canali social (Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest e Google+.
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lunedì 24 marzo 2014
Porta Venezia In Design 2014
All'interno del circuito e degli eventi del Fuorisalone e in occasione del Salone del Mobile 2014, nel periodo dall'8 al 13 aprile ha luogo la seconda edizione di Porta Venezia in Design che unisce la magia del Liberty a un esclusivo percorso Food&Wine. La contemporaneità del Design si fonde all’Arte e all’eredità architettonica e decorativa dello stile Liberty di cui è particolarmente ricca questa zona della città.
A tutto questo si unisce il percorso Food&Wine, mediante il quale si va alla scoperta di locali e ristoranti della zona nei quali vi sono dedicati alcuni menù speciali ideati per l’occasione e disponibili per tutta la durata del Fuorisalone.
L’idea di base è voler vivere e far vivere il Design come creatività applicata a tutti i settori, un link che collega tutte le presenze del circuito e favorisce la collaborazione tra varie realtà commerciali e culturali all’interno di un quartiere storico che vanta importanti punti legati a design, arte, architettura e cultura.
Showroom, negozi e aziende nell'ambito di un vero e proprio circuito a tre espongono le novità e le nuove proposte di design e arte. Avrete la possibilità di conoscere e riscoprire i luoghi del Liberty grazie a un focus culturale dedicato e ad alcuni tour (gratuiti su prenotazione) organizzati in collaborazione con FAI-Fondo Ambiente Italiano, partner di questa edizione che organizza l’11 e 12 aprile il tour dell’eredità Liberty nell’area di Porta Venezia.
A tutto questo si unisce il percorso Food&Wine, mediante il quale si va alla scoperta di locali e ristoranti della zona nei quali vi sono dedicati alcuni menù speciali ideati per l’occasione e disponibili per tutta la durata del Fuorisalone.
L’idea di base è voler vivere e far vivere il Design come creatività applicata a tutti i settori, un link che collega tutte le presenze del circuito e favorisce la collaborazione tra varie realtà commerciali e culturali all’interno di un quartiere storico che vanta importanti punti legati a design, arte, architettura e cultura.
Volete qualche esempio? Bene allora nel percorso Liberty 2014, rientrano edifici storici come Palazzo Castiglioni (Corso Venezia, 47/49 - Via Marina, 10), Casa Campanini (Via V. Bellini, 11), la Casa Operaia Squadrelli (Via B.Marcello 93), l’Albergo Diurno Venezia (Piazza Oberdan, ang./corner Corso Buenos Aires) lo Sheraton Diana Majestic (Viale Piave, 42), Casa Galimberti (Via M. Malpighi, 3), Casa Guazzoni (Via M. Malpighi, 12) e l’Ex cinema Dumont, oggi sede della Biblioteca Venezia (Via P. Frisi, 2).
All’interno del percorso Food&Wine si inseriscono locali come Hic Enoteche 2.0 (via Spallanzani, 11) qui Arte, Tecnologia e Vino si uniscono per un evento speciale dove i quadri Hicellar sono interpretati da pittori. Nella Vineria di Via Stradella (via Stradella 4/A) con Prototypo Orf Quarenghi presenta un’installazione interattiva sul design e designers. Alla Drogheria Plinio (via Plinio 6) è dedicato a chi vi vuol sostare il Menù speciale ‘Porta Venezia in Design’ ordinabile sia a pranzo che a cena. Pasta fresca fatta a mano nel laboratorio da Pasta Fresca Brambilla (via Melzo 2) che propone un Bistrot a pranzo e cena.
L’8 aprile Elita ci invita nei più prestigiosi spazi di arte contemporanea di Milano per vivere un evento unico nel suo genere e inaugurare la Nona edizione del Design Week Festival. Il Pac – Padiglione Arte Contemporanea di Milano e la Gam diventano contenitori di un progetto di light design pensato ad hoc per l’occasione, qui sono protagoniste le sonorità afrobeat di Tony Allen, che presenta il suo Master drummer of Afrobeat in una entusiasmante masterclass. Dopo una session acustica ci si sposta nei giardini di Villa Reale con il dj set di Moodymann, uno dei massimi esponenti del black sound mondiale.
All’interno del percorso Food&Wine si inseriscono locali come Hic Enoteche 2.0 (via Spallanzani, 11) qui Arte, Tecnologia e Vino si uniscono per un evento speciale dove i quadri Hicellar sono interpretati da pittori. Nella Vineria di Via Stradella (via Stradella 4/A) con Prototypo Orf Quarenghi presenta un’installazione interattiva sul design e designers. Alla Drogheria Plinio (via Plinio 6) è dedicato a chi vi vuol sostare il Menù speciale ‘Porta Venezia in Design’ ordinabile sia a pranzo che a cena. Pasta fresca fatta a mano nel laboratorio da Pasta Fresca Brambilla (via Melzo 2) che propone un Bistrot a pranzo e cena.
L’8 aprile Elita ci invita nei più prestigiosi spazi di arte contemporanea di Milano per vivere un evento unico nel suo genere e inaugurare la Nona edizione del Design Week Festival. Il Pac – Padiglione Arte Contemporanea di Milano e la Gam diventano contenitori di un progetto di light design pensato ad hoc per l’occasione, qui sono protagoniste le sonorità afrobeat di Tony Allen, che presenta il suo Master drummer of Afrobeat in una entusiasmante masterclass. Dopo una session acustica ci si sposta nei giardini di Villa Reale con il dj set di Moodymann, uno dei massimi esponenti del black sound mondiale.
Nel percorso Design invece si inseriscono Neutra (Viale Piave 14) con cocktail previsto per il 10 aprile alle 18, l’opening di Brompton Juncon Milano (Via Melzo 36 - ang. Via Spallanzani). Spotti Milano (Viale Piave 27) a partire dal cocktail (su invito) del 7 aprile alle 19 presenta la collezione di tessuti ideati da Raf Simons per Kvadrat. Altro luogo dedicato al design è Simas Space (Via Melzo 9) con l’evento Top Ten Team; Tokyobike (Viale Regina Giovanna 24) il 9 aprile dalle ore 18 (c/o tokyobike - via Achille Maiocchi, 31) è in programma Fuga in Tokyobike.
Allo Spazio Eclisse - Associazione Donna CreAttiva Milano (Via Baldissera 4, ingresso da V. Stoppani) dalle 18.30 alle 20.30 potete godere dell’Aperivintage con stuzzicherie anni ’50 e musiche dell’Orchestra Duke Ellington, l’11 e il12 aprile alle 20.30 è prevista la proiezione di foto/cortometraggi originali anni ’50, con performance musicali e di danza anni ’70, tra percorsi di stile e moda Made in Italy. Inoltre con “Com’eravamo” in esposizione curiosità Vintage, mobili e complementi d’arredo anni ’50 e ’70: creazioni di stilisti e designer italiani, lampade dal design storico, radio a valvole, mobili e poltrone in stile, orologi da taschino, abiti ed accessori, libri e curiosità del passato.
Da Bio Blaze (Via M. Malpighi 8 - ang. Via Sirtori) c/o The Loft Shop, caminetti e complementi di arredo a bio etanolo in Bio Blaze by DBK bvba. Presso la galleria Gli Eroici Furori Arte Contemporanea (Via Melzo 30) Sans Tabù presenta Eros Ludique di Mark Harfield – Home Collection A/I 2014/2015; a partire dal 10 aprile ore 19 è previsto l’Urban Agricolture Survival Kit (Via P. Frisi 3), un evento suddiviso in due parti, la prima si svolge presso la galleria The Flat – Massimo Carasi, dall’8 aprile al 10 maggio 2014, la seconda parte è dedicata all’architettura del paesaggio e al landscape design con le idee di 8 giovani designer e si svolge presso Milano Green Point fino al 13 maggio.
Non per ultima la mostra 1930/2030 - La Grande Milano. Dall'architettura moderna alla città del futuro a Villa Necchi Campiglio (Via W. A. Mozart 14). Un’esposizione con 100 disegni di importanti progettisti, messi in vendita per raccogliere fondi per il FAI accompagnati da sessioni di live sketching che delineano una visione illustrata della città di Milano. Tra gli appuntamenti speciali oltre al cocktail del 12 aprile su invito, il 10 aprile si tiene il live sketching a cura di Zero con la partecipazione di illustratori e progettisti, e l’11 aprile è previsto uno sketchmoob organizzato da Stefan Davidovici e Alterstudio Partners con la collaborazione della Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Milano.
All'interno dell’Info point in Via Malpighi 7, via in cui si concentrano alcuni palazzi Liberty, potrete richiedere la mappa per girare e tutte le informazioni sul circuito. Il Press Point invece è predisposto da Jannelli&Volpi in Via Melzo 7.
All'interno dell’Info point in Via Malpighi 7, via in cui si concentrano alcuni palazzi Liberty, potrete richiedere la mappa per girare e tutte le informazioni sul circuito. Il Press Point invece è predisposto da Jannelli&Volpi in Via Melzo 7.
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sabato 22 marzo 2014
Piero Manzoni a Milano. La grande mostra di Palazzo Reale
Ve l’avevo anticipato in un precedente articolo, in occasione di MiArt2014 e in particolare all'interno del calendario di The spring awakening, un programma di eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano, presso istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private, previsti a partire dall'equinozio di primavera (21 marzo) e per tutta la durata della fiera e nel programma nell'ambito del progetto Primavera di Milano, Palazzo Reale ospita una grande mostra dedicata a Piero Manzoni.
Milano ha deciso di dedicare una mostra a uno degli artisti che più vi hanno operato, attraverso questa mostra che documenta il percorso artistico esponendo ben oltre 30 opere per raccontarvi l’intera parabola artistica.
Manzoni si avvicina all'arte nella Milano della seconda metà degli anni Cinquanta, diventando nel giro di poco tempo una delle figure di spicco di quel contesto culturale. Sebbene non abbia mai avuto una vera e propria formazione pittorica, esordisce con una pittura informale caratterizzata già da toni personali. Manzoni dimostra sin da subito un certo interesse per il rapporto arte-realtà, rifiutando ogni rappresentazione illusionista e confrontandosi con artisti come Yves Klein con i suoi monocromi assoluti e immateriali, realizzando opere nelle quali riporta su tela le “impronte” di elementi della quotidianità, si confronta con il Lucio Fontana dei fori sulla superficie e frammenti di vetro applicati alla tela, con Alberto Burri e i suoi sacchi di juta, con i manifesti murali strappati di Mimmo Rotella e Antoni Tàpies.
Da quadri scuri fortemente materici con impasti di olio, catrame, smalto e oggetti come sassi e chiavi concepiti senza titolo, Manzoni evolve poi verso opere pittoriche che escludono le valenze simboliche espressive del cromatismo, quadri bianchi con rilievi plastici e ombre, con stesure grumose di gesso spatolato, ovvero gli Achrome.
Facendo un altro passo nella direzione dell’anti-pittura Manzoni giunge a risultati di natura concettuale, tuttavia esenti dalle freddezze mentali. Tutta la sua produzione si caratterizza per una graffiante ironia e un gusto apertamente paradossale, ma soprattutto per un senso fisico dell’esperienza artistica dove vita e pensiero si fondono. Mentre produce la serie degli Achrome, esplora la pratica di segni di codice: lettere alfabetiche maiuscolo, tracciate sulla superficie in sequenze ripetitive regolari, impronte digitali singole o in serie, foglietti di calendario in ordine di successione e astrazioni cartografiche.
Prendendo a volte spunto da opere esistenti, come il Rotolo di pittura industriale realizzato da Pinot Gallizio del 1958, Manzoni inizia a pensare a un segno continuo d'inchiostro tracciato su carta che si svolge progressivamente in segmenti di qualsiasi lunghezza. Nasce così la Linea, qui la striscia di carta tracciata è avvolta e conservata in un cilindro di cartone sigillato, di cui un'etichetta dichiara il contenuto. Queste opere furono esposte nella mostra del 1959, presso la galleria Azimut, dodici opere, con lunghezze che vanno da un minimo di 4,89 a un massimo di 33,63 metri e nel periodo trascorso in Danimarca l’artista tracciò una linea ininterrotta facendolo scorrere due cavalletti metallici con assi rotanti azionati da manovelle manuali, usando un contenitore d’inchiostro culminante in un tampone, concluse poi l’opera contrassegnando il rotolo con titolo, luogo, data, firma e un’impronta digitale, per poi collocarlo in un cilindro di zinco ricoperto da fogli di piombo recante la dichiarazione del contenuto in lettere lapidarie a rilievo. Nella mostra a Palazzo Reale potete osservare sette esemplari di Linee, tra le quali si comprende in mostra anche il cilindro con la Linea più lunga.
Nel maggio del 1960 nella nuova mostra da Azimut protagoniste sono le "sculture pneumatiche", definite poi Corpi d'aria. Prevedendo la partecipazione del fruitore l’opera si compone di un palloncino gonfiabile, un treppiede che funge da piedistallo, un tubicino per gonfiarlo e una chiusura: il tutto è confezionato in una custodia di legno contenente anche le istruzioni per l’uso. Una scultura fatta di aria che lo conduce alla produzione di una serie con numerosi esemplari.
Qui si introduce un nuovo concetto, si tratta di un’opera poiché realizzata da un artista ed è fondamentale il rapporto tra la fisicità della cosa e il suo prezzo in quanto opera d’arte: il punto qui non è il “comprare un Manzoni” ma “comprare Manzoni”, per questo l’artista decise che nel caso in cui l’acquirente avrebbe avuto voglia di farsi gonfiare il palloncino dall'artista stesso, l’incremento di sostanza artistica dovuto al fiato autoriale avrebbe previsto un compenso a parte, giungiamo così alla serie Fiato d’artista.
Contemporaneamente Manzoni realizza le Uova, si tratta di uova sode che l’artista trasforma in opere contrassegnandole con la propria impronta digitale; nell'ultima mostra presso la stessa galleria il pubblico fu invitato a consumare 150 uova predisposte da Manzoni in un vero e proprio happening. Gli spettatori assumendo nel proprio corpo una quantità fisica di artistico, andavano a prender parte all'esperienza dell’autore alla sacralità riconosciutagli, nel momento in cui l’uovo non veniva ingerito sarebbe stato conservato nella sua di oggetto sculturale.
Contemporaneamente Manzoni realizza le Uova, si tratta di uova sode che l’artista trasforma in opere contrassegnandole con la propria impronta digitale; nell'ultima mostra presso la stessa galleria il pubblico fu invitato a consumare 150 uova predisposte da Manzoni in un vero e proprio happening. Gli spettatori assumendo nel proprio corpo una quantità fisica di artistico, andavano a prender parte all'esperienza dell’autore alla sacralità riconosciutagli, nel momento in cui l’uovo non veniva ingerito sarebbe stato conservato nella sua di oggetto sculturale.
Si giunge alla concezione del Placentarium, un teatro pneumatico immaginato per i “balletti di luce” di Piene, i Lichtballette, manifestazioni di eventi luminosi che implicano l’immersione visiva dello spettatore. 73 spettatori trovano posto nell’involucro di 18 metri di diametro retto da aria compressa, ognuno di loro nella maniera che l’uno non veda l’altro, è circondato dallo schermo di proiezione con la possibilità di vivere sensazioni acustiche e tattili. Entra in gioco il senso della corporeità e del suo stesso esistere.
Rimanendo sempre sul rapporto spettatore e artista si giunge alle Opere vive o Sculture viventi. Nelle prime Manzoni firma un piedistallo sul quale due modelle posano come statue antiche, o firma il loro corpo nudo. In Base magica, si vede una struttura in legno a tronco di piramide che simula il classico piedistallo da statua, con una targa in ottone che reca la didascalia Piero Manzoni, Scultura vivente, potrete vederne un esemplare nella mostra. L’opera presenta due sagome che indicano la posizione in cui chi vi sale debba poggiare i piedi: fino a quando la persona sarà sulla Base magica, sarà una Scultura vivente.
Rimanendo sempre sul rapporto spettatore e artista si giunge alle Opere vive o Sculture viventi. Nelle prime Manzoni firma un piedistallo sul quale due modelle posano come statue antiche, o firma il loro corpo nudo. In Base magica, si vede una struttura in legno a tronco di piramide che simula il classico piedistallo da statua, con una targa in ottone che reca la didascalia Piero Manzoni, Scultura vivente, potrete vederne un esemplare nella mostra. L’opera presenta due sagome che indicano la posizione in cui chi vi sale debba poggiare i piedi: fino a quando la persona sarà sulla Base magica, sarà una Scultura vivente.
Manzoni poi giunge all'opera che lo ha reso celebre, nel ’61 produsse e inscatolò 90 scatole di Merda d’artista (gr. 30 ciascuna) conservata al naturale, si tratta di una scatoletta per conserve sigillata, su cui è apposta un’etichetta a stampa, con la scritta “Piero Manzoni" e la dicitura “Merda d’artista. Contenuto netto gr 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961” sovraimpressa in italiano, inglese, francese e tedesco, sul coperchio invece la scritta “Produced by” precede la firma autografa, seguita dalla numerazione progressiva delle singole scatolette, mentre sull'etichetta inferiore reca stampato “Made in Italy”.
Attraverso quest’opera Manzoni vuole manifestare la volontà di attribuire all'oggetto l’aspetto di un prodotto merceologico a pieno titolo, dove il prezzo viene fissato basandosi su un’arbitraria parità merda/oro, all'incirca 700 lire d’allora al grammo, indicandolo in 30 grammi d’oro. Un unico cortocircuito pratico e mentale nel quale combina prezzo dell’oro, merda e artisticità dissolvendo l’idea comune di valore e mettendo in discussione l’idea di reliquia, contenuto e pagamento di una merce/non merce della quale non si può accertare la natura ma solo il suo senso artistico.
Tra le altre opere in esposizione potete visionare parte di quelle prodotte nell’autunno 1961 realizzate a Herning, in questo periodo nascono un achrome in forma di quadro in paglia sbiancata, una sfera in pelle di coniglio bianca su un parallelepipedo di legno bruciato, una finestra fosforescente, un parallelepiedo di paglia sbiancata con una materia che reagisce alla luce sempre su base di legno bruciato e una nuova Base magica. Inoltre nel giardino della fabbrica danese Manzoni collocò un parallelepipedo in ferro sul quale Socle du monde compare scritta in lettere lapidarie, base del mondo, quintessenza d’ogni Base magica. Successivamente realizza due progetti che saranno in seguito distrutti: il primo è un pannello con ciuffi di fibra sintetica, il secondo è una linea di grande lunghezza realizzata su un rullo di carta continua.
Mentre nascono nuovi Achrome, Manzoni si concentra sulle sequenze seriali di panini o di batuffoli di cotone idrofilo, sulle possibilità dimensionali dei ciuffi di fibra sintetica, sul valore di superficie dei ciottoli e dei pallini di polistirolo espanso. Crea anche pacchi avvolti nella carta sigillati con corda, piombo e ceralacca come se fossero invii postali, presentati a coppie, anche questi protagonisti della mostra.
Nello stesso periodo inizia a progettare una monografia sul suo lavoro, rappresentazione del suo vivere l’acromia, è concepita come un libro di 100 pagine in plastica traslucida, senz'altro testo che il titolo, che uscirà nel 1963 con il titolo Piero Manzoni. Life and Work.
Manzoni fu trovato morto nel suo studio di Via Fiori Chiari a Milano, il 6 febbraio del 1963, nel culmine della sua attività e consacrazione artistica. Questa mostra non rappresenta solamente una comune esposizione delle sue opere, ma rende omaggio a un uomo che ha scardinato il modo di operare artistico del Novecento imponendo la sua visione del mondo. Manzoni viene raccontato dagli esordi in area postinformale alla concezione degli Achromes, dalle Linee alle Impronte, dal Fiato alla Merda d’artista, dal coinvolgimento del corpo fisico vivente nell'opera alla dimensione dell’esperienza estetica con progetti come il Placentarium. Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di un nutrito apparato di materiali documentari originali come manifesti, fotografie, cataloghi, lettere e un filmato con documenti inediti, una testimonianza d’immagini registrate dell’artista in alcune tra le sue azioni creative, come le Uova destinate alla Consumazione dell’arte o le persone firmate come Sculture viventi.
Piero Manzoni 1933-1963
26 marzo - 2 giugno 2014
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30 da martedì a domenica 9.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura Ingresso a pagamento
Piero Manzoni 1933-1963
26 marzo - 2 giugno 2014
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30 da martedì a domenica 9.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30
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The Spring Awakening
lunedì 17 marzo 2014
MiArt2014. Riflettere sulla continuità fra passato e presente
Tre giorni, quattro sezioni Established (suddivisa in Master, Contemporary e First Step), Emergent, Object e THENnow, il programma di incontri e conferenze MiArtTalks e 2014 series. Fino a The Spring Awakening con eventi e inaugurazioni diffusi per tutta la città e per concludere Cine Dreams, il progetto speciale di Fondazione Nicola Trussardi. Vi raccontiamo la XIX edizione di MiArt.
Ma non solo poiché la Fiera contamina tutta la città, e molte realtà pubbliche e private aderiscono a The Spring Awakening: eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano. Dal 21 marzo, giornata in cui ricorre l’equinozio di primavera, e per tutta la durata di MiArt2014, oggi giorno in città sono previste aperture speciali dalla mostra Regina José Galindo al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, alla retrospettiva di Cildo Meireles e la mostra di Micol Assaël negli spazi di Hangar Bicocca, alla grande e attesa mostra su Piero Manzoni a Palazzo Reale, alla mostra già in corso di Ian Cheng e Michael E. Smith alla Triennale di Milano fino a Year after Year. Lavori su carta dalla UBS Art Collection alla GAM - Galleria d’Arte Moderna ma non solo poiché molte gallerie d’arte aprono al pubblico con delle mostre dedicate.
Quattro sezioni: Established che comprende al suo interno Master con 42 gallerie e le proposte di artisti storicizzati e Contemporary con 64 gallerie specializzate nel contemporaneo; Emergent che vede le proposte di 20 gallerie focalizzate sul lavoro di giovani artisti; THENnow invece presenta, 18 gallerie nelle quali vi è un confronto tra un artista storico e un’emergente; Object che vede la selezione fatta da 10 gallerie attive nella promozione di oggetti di design contemporaneo fruiti come vere e proprie opere d’arte, e infine Conflux nuova piattaforma, che propone 5 diversi progetti site-specific, di artisti contemporanei.
Una totalità di ben 148 gallerie internazionali, partecipano quest’anno a MiArt2014, una delle fiere internazionali di arte moderna e contemporanea, giunta quest’anno alla sua XIX edizione, attese soprattutto da professionisti del settore ma non solo, prevista dal 28 al 30 marzo (inaugura il 27 su invito) nel padiglione 3, gate 5 a Fieramilanocity.
Milano è uno dei centri più vitali per l’arte moderna e contemporanea, per questo l’arte stessa viene vista e vissuta come eccellenza storica e culturale non solo per la città ma per il nostro paese. Sulla base di questa concezione per approfondire gli argomenti e avvicinare tutto il pubblico a quelli che sono i temi e le nuove tendenze dell’arte, la programmazione della fiera comprende anche un nuovo ciclo di miartalks, concepiti in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand, si tratta in pratica di 14 interventi tra conferenze, interviste e conversazioni previste nei giorni della fiera, appuntamenti nei quali sono coinvolti direttori di museo, artisti, designer, fashion designer, collezionisti, critici, curatori e collezionisti. Durante i MiArtTalks si discute di temi riguardanti i temi della produzione e della distribuzione, a tutto questo sono affiancati dei miartalks speciali: 2014 series, questi comprendono tre conversazioni tra due relatori sul tema del tempo in relazione al fare arte, alla critica e alla curatela.
Ma non solo poiché la Fiera contamina tutta la città, e molte realtà pubbliche e private aderiscono a The Spring Awakening: eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano. Dal 21 marzo, giornata in cui ricorre l’equinozio di primavera, e per tutta la durata di MiArt2014, oggi giorno in città sono previste aperture speciali dalla mostra Regina José Galindo al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, alla retrospettiva di Cildo Meireles e la mostra di Micol Assaël negli spazi di Hangar Bicocca, alla grande e attesa mostra su Piero Manzoni a Palazzo Reale, alla mostra già in corso di Ian Cheng e Michael E. Smith alla Triennale di Milano fino a Year after Year. Lavori su carta dalla UBS Art Collection alla GAM - Galleria d’Arte Moderna ma non solo poiché molte gallerie d’arte aprono al pubblico con delle mostre dedicate.
E infine, ma non per ultimi, il progetto speciale Cine Dreams, organizzato dalla Fondazione Nicola Trussardi in coproduzione con miart 2014. Per ben tre sere, sotto la volta celeste del Civico Planetario "Ulrico Hoepli"di Milano, prendono vita installazioni, interventi sonori, proiezioni multimediali e video che racconteranno in maniera unica e inedita storie di costellazioni e di universi paralleli e incommensurabili.
MiArt 2014
Anteprima e inaugurazione: 27 marzo (su invito)
28 – 29 marzo 2014 dalle ore 12.00 alle 19.00
30 marzo dalle ore 11.00 alle 19.00
Fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano (gate 5, padiglione 3)
Prezzi: intero € 15, ridotto € 10
MiArt 2014
Anteprima e inaugurazione: 27 marzo (su invito)
28 – 29 marzo 2014 dalle ore 12.00 alle 19.00
30 marzo dalle ore 11.00 alle 19.00
Fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano (gate 5, padiglione 3)
Prezzi: intero € 15, ridotto € 10
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