Alla Fondazione Stelline inaugura una mostra che attraverso una serie di lemmi racconta gli aspetti più suggestivi della nostra Milano.
A creare questo percorso le istantanee dei 30 fotografi indipendenti - A13 Studio / Roberta Levi e Andrea Mariani, Anna Adamo, Giada Archidi, Pietro Baroni, Alessandro Belgiojoso, Nicola Bertasi, Alfredo Bosco, Vincenzo Cammarata, Virgilio Carnisio, Mara Costantini, Marco Dapino, Isabella de Maddalena, Marco Garofalo, Giorgio Gherardi, Valentina Ghiringhelli, Simone Keremidtschiev, Alberto Locatelli, Sara Magni, Il Multiverso, Luca Napoli, Francesco Nencini, Thomas Pagani, Masiar Pasquali, Fosca Piccinelli, Antonio Theo Pini, Filippo Romano, Carlo Rotondo, Luca Rotondo, Francesca Todde, Maurizio Totaro, Christian Varsi - di MilanoCittàAperta. Ogni immagine racconta una storia che diventa collettiva nella sua visione di insieme accanto agli altri video.
La serata inaugurale, prevista per martedì 14 ottobre alle 18.30, è occasione per raccogliere le testimonianze video di coloro i quali vorranno raccontare la propria idea di città metropolitana. Da queste produzioni saranno poi estrapolate delle parole chiave per costruire una visione di città che sarà consegnata al Sindaco nel gennaio 2015.
Su questa scia, il percorso continuerà in occasione di Bookcity, in particolare dei suoi incontri dedicati alla città metropolitana, intitolati La democrazia nella città metropolitana e Province, l’abolizione tra mito. Realtà e aspettative. Quale futuro per la città metropolitana. Inoltre dal 25 novembre il Politecnico di Milano presenta una mostra multimediale intitolata Ritratti di città in un interno, un repertorio iconografico e documentale per descrivere la Milano ereditata.
MilanoCittàAperta – Journal of Urban Photography è una rivista online dedicata alla città meneghina, fondata cinque anni fa con l'idea di sviluppare un progetto per raccontare Milano e le sue declinazioni. Ad oggi vi hanno aderito più di cento autori che hanno collaborato al progetto e pubblicato i loro lavori.
Alfabeto della città metropolitana
Fondazione Stelline
Corso Magenta 61, Milano
dal 15 ottobre 2014 al 6 gennaio 205
ingresso libero tutti i giorni ore 9-20
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venerdì 17 ottobre 2014
venerdì 5 settembre 2014
Van Gogh. L’uomo e la terra. A Milano la mostra
Oggi vi anticipo un po’ la mostra che inaugura a ottobre a Palazzo Reale di Milano. Dopo l’esposizione Van Gogh Alive che proponeva i celebri capolavori di Vincent van Gogh non tanto in maniera virtuale ma visiva, nelle sale espositive potrete visitare nell’esposizione Van Gogh. L’uomo e la terra, qui le opere dell’artista organizzate all’interno di un percorso espositivo che si focalizza sulle tematiche di Expo2015 ovvero la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste strettamente legata al ciclo delle stagioni.
Van Gogh, creando in un’epoca che dedicava le sue attenzioni ai frutti e prodotti dell’industrializzazione europea caratteristica della fine del XIX secolo come il paesaggio urbano, lavora in qualche modo controcorrente dedicandosi a una pittura che aveva per protagonista il mondo cittadino e il paesaggio rurale. Dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti di Arles, si può notare come Van Gogh esprime la propria affinità verso la vita e la tradizione agreste, gli umili, i lavoratori della terra considerandoli quasi figure eroiche e per questo ritratti nel loro dignitoso contegno.
Da questa premessa il percorso espositivo accoglie opere già note e alcune mai viste prima per un totale di circa 50 capolavori provenienti dal più importanti musei come il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Kröller-Müller Museum di Otterlo, il Centraal Museum di Utrecht, il Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico e diverse collezioni private, per raccontare non solo ciò che provava l’artista nel creare, ma mettere alla luce il rapporto tra uomo e natura, tra fatica e bellezza.
Tra le opere che saranno esposte Autoritratto (1887), Vista di Saintes Marie de la Mer (1888), la Testa di pescatore (1883), Paesaggio con covoni di grano e luna crescente (1889), Ritratto di Joseph Roulin (1889), Natura morta con un piatto di cipolle(1889), Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie (1883) e il Ritratto di Joseph Roulin (1889).
Nell’attesa del 18 ottobre cosa fare? Beh, a partire dall’8 settembre sono previsti a Palazzo Reale una serie di incontri, confronti tematici e letture che ci faranno scoprile le diverse sfaccettature della sua produzione creativa e della sua vita. A guidarci in questo percorso saranno diversi critici, scrittori e esperti come Enzo Sallustro, Flavio Caroli e Dario Bressanini. Gli approfondimenti che mirano a condurre il pubblico alla riscoperta dei temi della terra della ruralità e della natura, sono moderati dal giornalista Marco Carminati.
Eccovi il calendario:
Lunedì 8 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Falvio Caroli, Critico e Storico dell'arte.
Flavio Caroli analizza all’interno dell’opera di VanGogh l'evoluzione dell’idea di naturaa partire dai lavori giovanili e dalle sue lettere, qui racconta dell’influenza cheebbe nella sua formazione artistica il pittore Millet con un focus sull’intero percorso fino alle opere più mature.
Martedì 23 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Dario Bressanini, Ricercatore, divulgatore scientifico e scrittore italiano.
Dario Bressanini in questo incontro analizza in modo scientifico alcuni lavori di Van Gogh incentrati sul mondo agreste e contadino, per poi discutere sulla storia del cibo e del lavoro nei campi nel periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni.
Martedì 30 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Enzo Sallustro, Vice-direttore Rai Gold, esperto di cinema e curatore di diverse rassegne cinematografiche.
Un excursus cinematografico a cura di Enzo Sallustro che ripercorre la filmografia che indaga e racconta il tema rurale e contadino, protagonista della mostra, e di conseguenza il rapporto dell'uomo con la natura che lo circonda.
Gli incontri sono a Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Informazioni: T. +39 06 693 803 06
www.vangoghmilano.it
La mostra Van Gogh. L’uomo e la terra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.
Van Gogh. L’uomo e la terra
dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12 - Milano
Orari
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
Ingressi: Intero € 12, ridotto € 10, ridotto speciale € 6
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Van Gogh, creando in un’epoca che dedicava le sue attenzioni ai frutti e prodotti dell’industrializzazione europea caratteristica della fine del XIX secolo come il paesaggio urbano, lavora in qualche modo controcorrente dedicandosi a una pittura che aveva per protagonista il mondo cittadino e il paesaggio rurale. Dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti di Arles, si può notare come Van Gogh esprime la propria affinità verso la vita e la tradizione agreste, gli umili, i lavoratori della terra considerandoli quasi figure eroiche e per questo ritratti nel loro dignitoso contegno.
Da questa premessa il percorso espositivo accoglie opere già note e alcune mai viste prima per un totale di circa 50 capolavori provenienti dal più importanti musei come il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Kröller-Müller Museum di Otterlo, il Centraal Museum di Utrecht, il Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico e diverse collezioni private, per raccontare non solo ciò che provava l’artista nel creare, ma mettere alla luce il rapporto tra uomo e natura, tra fatica e bellezza.
Tra le opere che saranno esposte Autoritratto (1887), Vista di Saintes Marie de la Mer (1888), la Testa di pescatore (1883), Paesaggio con covoni di grano e luna crescente (1889), Ritratto di Joseph Roulin (1889), Natura morta con un piatto di cipolle(1889), Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie (1883) e il Ritratto di Joseph Roulin (1889).
Nell’attesa del 18 ottobre cosa fare? Beh, a partire dall’8 settembre sono previsti a Palazzo Reale una serie di incontri, confronti tematici e letture che ci faranno scoprile le diverse sfaccettature della sua produzione creativa e della sua vita. A guidarci in questo percorso saranno diversi critici, scrittori e esperti come Enzo Sallustro, Flavio Caroli e Dario Bressanini. Gli approfondimenti che mirano a condurre il pubblico alla riscoperta dei temi della terra della ruralità e della natura, sono moderati dal giornalista Marco Carminati.
Eccovi il calendario:
Lunedì 8 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Falvio Caroli, Critico e Storico dell'arte.
Flavio Caroli analizza all’interno dell’opera di VanGogh l'evoluzione dell’idea di naturaa partire dai lavori giovanili e dalle sue lettere, qui racconta dell’influenza cheebbe nella sua formazione artistica il pittore Millet con un focus sull’intero percorso fino alle opere più mature.
Martedì 23 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Dario Bressanini, Ricercatore, divulgatore scientifico e scrittore italiano.
Dario Bressanini in questo incontro analizza in modo scientifico alcuni lavori di Van Gogh incentrati sul mondo agreste e contadino, per poi discutere sulla storia del cibo e del lavoro nei campi nel periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni.
Martedì 30 settembre, ore 18.30
Sala conferenze 3° piano – Piazza Duomo 14
Marco Carminati incontra Enzo Sallustro, Vice-direttore Rai Gold, esperto di cinema e curatore di diverse rassegne cinematografiche.
Un excursus cinematografico a cura di Enzo Sallustro che ripercorre la filmografia che indaga e racconta il tema rurale e contadino, protagonista della mostra, e di conseguenza il rapporto dell'uomo con la natura che lo circonda.
Gli incontri sono a Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Informazioni: T. +39 06 693 803 06
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La mostra Van Gogh. L’uomo e la terra è promossa dal Comune di Milano – Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.
Van Gogh. L’uomo e la terra
dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12 - Milano
Orari
lunedì 14.30 – 19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
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martedì 2 settembre 2014
Settembre alla Triennale di Milano
È arrivato Settembre, e con questo mese si sa dopo le vacanze estive tornano le grandi mostre. Oggi voliamo alla Triennale di Milano, che tra l’altro è protagonista della XIX Edizione del Milano Film Festival dal 4 al 14 settembre 2014. Soffermandoci sulle mostre vi parlo di quelle in corso poiché per alcune avete ancora pochi giorni per poterle visitare.
La prima è No Name Design in corso fino al 14 settembre presso il Triennale Design Museum. La mostra vede una selezione di circa 1000 pezzi, a cura di Franco Clivio e Hans Hansen, classificati per tipologia, materiali, funzione, tipologia o per associazioni formali. Lo scopo è mettere in evidenza come oggetti considerati banali possano racchiudere qualità tecniche ed estetiche straordinarie, mostrando l’ingegnosità e l’intelligenza di questi utensili dal design spesso anonimo.
La seconda in esposizione fino al 10 settembre è intitolata 2004–2014. Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea. In occasione dei 10 anni di attività del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo sono esposti in Triennale un nutrito corpus di opere dalla collezione tra capolavori, progetti, video e filmati di documentazione. I temi sono vari si va dal paesaggio sia urbano che naturale, alla società, alla figura umana fino alla sperimentazione artistica. Un’articolata narrazione visiva data dalle fotografie e dai progetti di nomi come Meris Angioletti, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Vincenzo Castella, Mario Cresci, Paola Dallavalle e Fulvio Guerrieri, Luigi Ghirri, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Moira Ricci, Giulia Ticozzi, Silvio Wolf e molti altri.
Torniamo nel Triennale Design Museum, precisamente all’interno degli spazi del CreativeSet qui potete visitare la mostra Icone del Design italiano in corso fino al 22 febbraio 2015. La mostra presenta un nucleo di icone provenienti dalla Collezione Permanente del Museo, affiancate dalle selezioni di grandi nomi invitati a indicare gli oggetti per loro fondamentali della storia del design italiano; tra questi Enzo Mari, Nanda Vigo, Alessandro Mendini, Ugo La Pietra, Michele De Lucchi e Gaetano Pesce.
E non per ultima VII Triennale Design Museum. Il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione visitabile fino al 22 febbraio 2015 nel Triennale Design Museum. Il progetto espositivo è incentrato sul tema dell'autosufficienza produttiva, che in quest’occasione viene declinato e affrontato in modo diverso in tre periodi storici cruciali: gli anni trenta, gli anni settanta e gli anni zero. Si parte dall’idea che il progettare negli anni delle crisi economiche sia una condizione particolarmente favorevole allo stimolo della creatività progettuale e in qualche modo viene delineata una storia “alternativa” del design italiano, attraverso una selezione di lavori che in totale comprendono oltre 650 opere di diversi importanti autori fra cui Fortunato Depero, Fausto Melotti, Franco Albini, Gio Ponti, Salvatore Ferragamo, Piero Fornasetti, Bruno Munari, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass, Enzo Mari, Andrea Branzi e Ugo La Pietra.
Veniamo alle nuove mostre, potete visitare le prime due a partire dal 5 settembre con inaugurazione prevista il 4. La prima è Lina Bo Bardi: Together, qui si presenta una reintepretazione dell’opera di Lina Bo Bardi, importante architetto della scena brasiliana e non solo, attraverso il lavoro dell’artista Madelon Vriesendorp, dei film di Tapio Snellman e delle fotografie di Ioana Marinescu. La mostra ci illustra il contributo fondamentale di Lina Bo Bardi nel campo del progetto, mettendo in evidenza il metodo, l’attualità delle sue ricerche e l’influenza che anche oggi esercita sulle produzioni contemporanee, il tutto affiancato all’esposizione della poltrona progettata nel 1951, la Bardi’s Bowl Chair, prodotta oggi per la prima volta da Arper in edizione limitata.
La seconda mostra presso lo Spazio Material ConneXion è intitolata Laura Zeni. Coltivare la mente. Oggetti di design, opere pittoriche, grafiche e installazioni attraverso i quali la designer approfondisce il tema della natura visto in relazione all’uomo contemporaneo. Una riflessione sulla condizione umana odierna e sulla sua possibilità di miglioramento, che sfocia in un’indagine sull’alimentazione e sull’ecosostenibilità, in stretta connessione con gli argomenti dell’Expo Milano 2015: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
A partire dall’11 settembre potete visitare l’esposizione Textile Vivant. Percorsi, esperienze e ricerche del textile design, un focus su quelle che sono le innovazioni e gli aspetti interessanti della ricerca scientifica nel campo del tessile in epoca moderna e contemporanea. In particolare ci si sofferma sul Made in Italy, presentando diverse realtà aziendali italiane di settore, materiali d’archivio, libri, riviste e cinque installazioni artistiche.
E ancora dal 14 settembre inaugura un’esposizione diversa, che racconta come le forme e i numeri della matematica aiutano a comprendere tutto quello che ci circonda. Un progetto espositivo dal titolo MaTeinItaly. Matematici alla scoperta del futuro che parte dall’antichità e arriva fino a oggi, toccando alcune tappe del pensiero matematico e alcuni suoi protagonisti come Pitagora, Fibonacci, Galile e Volterra. Un viaggio insomma tra i mondi “impossibili” della matematica e la scoperta imprevista che l’impossibile invece esiste e si realizza sotto i nostri occhi.
Infine dal 16 settembre prende vita la mostra Trame. Le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura. Impiegato in ogni campo dalla tecnologia, all’informatica fino alla medicina l’esposizione va a individuare un percorso espositivo attraverso applicazioni tecnico-scientifiche, opere d’arte, oggetti di design ed’architettura, documentazione fotografica e video in cui il rame è il filo conduttore che accomuna autori, provenienti da esperienze diverse, che hanno utilizzato in modo innovativo le qualità plastiche, formali e strutturali di questo materiale. Sono in mostra oggetti di Design di grandi nomi come Antonio Citterio, Dimore Studio, Tom Dixon, Martí Guixé, Nucleo, Gio Ponti/Paolo De Poli, Tobia Scarpa, Ettore Sottsass e Giorgio Vigna, progetti di modellini di architettura di personalità come Herzog & de Meuron, Renzo Piano e Aldo Rossi, e opere d’arte di importanti artisti tra i quali Lucio Fontana, Marco Bagnoli, Joseph Beuys, Luciano Fabro, Anselm Kiefer, Marisa Merz, Hidetoshi Nagasawa, Fausto Melotti, Carl Andre, Gilberto Zorio, Damián Ortega e Andrea Sala.
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6 - Milano
No Name Design
Fino al 14 settembre 2014
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso libero
2004–2014. Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea
Fino al 10 settembre 2014
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso libero
Icone del Design italiano
Fino al 22 febbraio 2015
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso 2 euro. Biglietto gratuito con il biglietto di ingresso al Triennale Design Museum
VII Triennale Design Museum. Il design italiano oltre le crisi. Autarchia, austerità, autoproduzione
Fino al 22 febbraio 2015
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso: 8,00/6,50/5,50 Euro
Dal 4 al 14 Settembre 2014 biglietto ridotto a 6,50 Euro per titolari del Pass del Milano Film Festival
Lina Bo Bardi: Together
5 Settembre. 5 Ottobre 2014
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso libero
Laura Zeni. Coltivare la mente
5 Settembre. 4 Ottobre 2014Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso libero
Textile Vivant. Percorsi, esperienze e ricerche del textile design
11 Settembre. 9 Novembre 2014
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso: 6,00/5,00/4,00 Euro
MaTeinItaly. Matematici alla scoperta del futuro
14 Settembre. 23 Novembre 2014
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso 8,00/6,50/5,50 Euro
Per visite guidate e approfondimenti: www.mateinitaly.it
Trame. Le forme del rame tra arte contemporanea, design, tecnologia e architettura
16 Settembre. 9 Novembre 2014
Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30. Giovedi 10.30 - 23.00
Ingresso 8,00/6,50/5,50 Euro
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martedì 1 luglio 2014
La Nebbiosa. A Milano lo sguardo di Pasolini e quello dei milanesi
Gli spazi espositivi di Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento, ospitano la mostra La Nebbiosa, il cui titolo e non solo trae origine da una sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini, firmata nel 1959 ma mai divenuta film. Ambientata in quella Milano del boom economico il testo racconta tramite la notte brava dei teddy boys pasoliniani, un prodotto che è allo stesso tempo specchio di una diffusa amoralità.
Fino al 14 settembre, l’esposizione suddivisa nelle sezioni Lo sguardo di Pasolini su una Città ormai scomparsa e Lo sguardo dei milanesi fa rivivere una Milano ormai scomparsa presenta una selezione di fotografie dell’epoca provenienti dagli archivi di Contrasto e da quelli di Mufoco – Museo Fotografia Contemporanea. Concepita quasi come uno storyboard il percorso espositivo si configura come un racconto di quei luoghi immaginati da Pasolini per il suo film accostati a una serie di brani d’epoca tratti dalla pubblicazione dell’opera (2013 - il Saggiatore nella collana le Silerchie).
Scatti d’epoca di maestri come Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Federico Garolla illustrano una Milano piena di ombre e luci, la città dei grattacieli e delle nuove periferie, le insegne luminose ma anche di edifici in rovina, accanto a quelli in costruzione.
La seconda sezione vi aggiunge le fotografie del capoluogo lombardo scattate tra il 1950 e il 1965 dagli abitanti e realizzate a partire dall’appello ai milanesi di contribuire attraverso la propria testimonianza alla ricostruzione di una memoria collettiva dell’epoca. Un omaggio alla città scomparsa e a tutti coloro che la videro e la immortalarono attraverso le proprie immagini fotografiche.
I visitatori possono portare con sé una o più fotografie che siano state scattate a Milano e dintorni in questo periodo, e potranno esporle in mostra con il proprio nome partecipando alla prima Social Exhibition. Una volta occupate 1850 caselle disponibili, con una scelta tra le foto migliori, si andrà a creare un mosaico ideale della Milano di quegli anni.
La mostra fotografica è promossa da Comune di Milano - Cultura, Polo Musei Storici e Musei Archeologici, e prodotta da CreE e il Saggiatore Mostre.
Spazi al pianoterra di Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento
Via Borgonuovo 23, Milano
martedì – domenica, 9.00-13.00 / 14.00-17.30
Ingresso libero
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sabato 3 maggio 2014
Identità Milano. I simboli della città
Una comunità si costruisce sulla base di cose materiali e immateriali, sui valori comuni e interessi, sulle storie delle persone, fatte di realtà e simboli. Ma cosa si può fare per una comunità se non restituirle le conoscenze acquisite dai suoi interpreti. È proprio questo il senso della mostra Identità Milano in corso, a ingresso gratuito alla Triennale di Milano fino al 2 giugno 2014.
La mostra sviluppa 14 argomenti identitari attraverso un’attività di ricerca ottenuta dalla collaborazione tra il Comitato Brand Milano e l’Assessorato al Turismo, Commercio, Marketing e Attività produttive del Comune di Milano, da tutto questo si è giunti allo sviluppare un programma articolato in una ricerca Ipsos, e due studi internazionali sulla percezione della città, una mostra che parte dalla Triennale e si sviluppa in città, un forum internazionale e una settimana di eventi culturali.
Si sono create così le condizioni per una rinnovata discussione sull'identità e sulla reputazione della città di Milano, dato anche l’Expo sempre più vicino e le trasformazioni della città in atto. Parte così nel capoluogo lombardo una mostra con eventi culturali e sociali per interrogare i cittadini sui caratteri identitari della nostra amata metropoli.
Veniamo alla mostra: suddivisa in sezioni il cui percorso espositivo è su progetto di Michele De Lucchi è articolata in Stemma della città e patrimonio simbolico popolare, le Icone d’arte, i Luoghi topici, i Palazzi storici e moderni, Duecento milanesi nativi e adottivi, ad arricchire la mostra le 21 illustrazioni di Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Julia Binfield, Michele Tranquillini, Beppe Giacobbe, Olimpia Zagnoli, autori che hanno interpretato i 14 temi identitari.
Questi sono: Terra di Mezzo, si parla di Mediolanum mondo di connessioni, baricentro e punto di convergenza nelle relazioni tra Nord, Sud e Est e Ovest anche durante l’era di Internet. Poi Accoglienza, riprendendo le tematiche della centralità le si vedono nell'applicazione della moderna etica del lavoro che non può accettare alcuna differenza e distinzione etica e sociale. Segue Conoscenza, ma lo sapete da quanto è composta la rete di istruzione milanese? 130 corsi di laurea, 7 Atenei, 200.000 studenti: una rete di formazione su tutti i campi dall'arte al design, dalla moda alle tecnologie innovative, dalla musica alla comunicazione. E ancora, Archeologia industriale, dai 15 milioni di metri quadrati che cingono la città alla sua evoluzione tra le strutture industriali nel bel mezzo di creatività e innovazione.
Si prosegue con Qualità della vita e sostenibilità, un’esplorazione di concetti come il mangiare bene, vivere la natura e l’ambiente, l’abitare bene e l’efficienza dei servizi, e ancora Moda, una Milano creativa e tecnologica che la riconosce quale città competitiva quanto Parigi, Londra e New York. Altro tema è Design, questo non necessita di spiegazioni viste anche le proposte del Salone e Fuorisalone, ma non solo poiché Milano è ai primi posti tra corsi di laurea, formazione, idee e produttività.
Salute, la città e il suo sistema misto tra pubblico e privato che integra ricerca scientifica, prevenzione e formazione internazionale, proseguendo con Solidarietà, siamo nell'ambito del no profit, volontariato, terzo settore, cooperative sociali e organizzazioni di solidarietà che agiscono non solo sul territorio ma anche a livello internazionale. Il tempo della reclame, motore di produzione e dei consumi, le proposte dello sport di massa si intrecciano alla diffusione delle informazioni sono gli argomenti di Comunicazione e sport.
Città Metropolitana parla di come Milano nell'ottica milanese chiusa nelle mura spagnole si apra a una rete diffusa di infrastrutture, alla continuità urbanistica, alla mobilità e ai servizi. Cultura, arte, spettacolo e bellezza racconta e descrive il patrimonio museale, produttivo e formativo di questa città che ha sempre puntato all'arte e alla cultura quale motivo qualificante di identità e immagine, dalla Scala a Brera, ai teatri e le biblioteche, alle gallerie d’arte, istituzioni culturali e museali.
Continuiamo con Diritti, dall'Editto di Costantino o Editto di Milano nel 313, a Dei delitti e delle pene di Beccaria (1764) si rintraccia nelle vicende della città un filo rosso conduttore nella storia dei diritti dell’emancipazione sociale fino all'ultimo tema, quello della Nutrizione, vedete questa cultura è strettamente connessa al rapporto tra ambiente e tecnologia, ma anche ai sistemi innovativi realizzati in città come i miglioramenti ai sistemi di irrigazione e delle fogne, ma non solo in tema nutrizione rientra anche quella mobile ovvero l’antica invenzione della "schiscetta" non dimenticando che si tratta del tema principale di Expo2015.
Insomma la mostra vuole far crescere in noi cittadini le domande Che cosa è Milano? Cosa sa di se stessa? Cosa dovrebbe sapere? Chi è? Cosa vuole? Cosa la distingue? Cosa offre? E tante altre ancora, perché Milano è una città che cambia di continuo, si trasforma, si evolve: nuove idee, nuove attività, nuovi progetti e nuovi modi di vivere…
Ora dalla mostra alla città, dal 26 maggio al 1 giugno 2014, ben sette luoghi della città – l’Arco della Pace, Piazza Gae Aulenti, Piazza San Fedele, Via Ampere, Piazza Duca D’Aosta, Parco Solari e Piazzale Teatro degli Arcimboldi – ospitano le torri sceniche progettate da Michele De Lucchi, luoghi che diventeranno veri e propri luoghi d’incontro, di performance e di spettacolo per reinterpretare i temi caratterizzanti della città.
E infine a giugno sarà convocato un Forum internazionale che discuta di questi temi anche sotto il punto di vista di una prospettiva futura da Expo in poi, “Racconto di Milano su Milano”.
sabato 29 marzo 2014
La Casa Morbida. Il Museo Poldi Pezzoli tra Arte e Design
Mettici una delle Casa Museo più famose di Milano, un tema attuale come il Textile Design, la bellezza e la novità portata dall’Arte contemporanea e le riflessioni e le produzioni di un’azienda come Foscarini, mescola il tutto sapientemente e vedrai il risultato nell’esposizione La Casa Morbida. Tra arte e Design allestita negli spazi del Museo Poldi Pezzoli.
In mostra anche opere d’arte contemporanea come Studio Story Strip 2 di Pae White, Aubusson Rosso di Stefano Arienti, Oceani di Terra di Claudia Losi, Untitled di Rosemarie Trockel e Cuscino di Letizia Cariello, tutti questi artisti lavorano sul "racconto del filo".
La Casa Morbida. Tra Arte e Design
Fino al 5 maggio 2014
Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 - Milano
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì
Ingresso: 9 €, 6 € ridotto, bambini fino ai 10 anni gratuito
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Intrigue Japonaise. Paolo Cappello (2013, Nodus). Photo Credits: Umberto Nicoletti
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In occasione della Milano Design Week 2014 la casa museo di via Manzoni apre le sue porte all'universo del Design focalizzandosi su un territorio di indagine che mette in connessione passato e contemporaneità, raccontando quello che è definito Textile Design come un ambito caratterizzato dall'influenza delle innovazioni che si sono succedute nel corso del tempo fino a giungere alle rivoluzioni apportate dalle tecnologie contemporanee.
Qui il Focus è sulle produzioni del mondo tessile, oggetti realizzati con intrecci di materiali, filati e trame che se da un lato richiamano il sapore “d'altri tempi”, dall'altro si adattano alle necessità e al gusto del pubblico contemporaneo. Con questa mostra si vuole raccontare, ricollegandosi al tema dell’artigianalità, e con l’esposizione di eccellenze della produzione tessile moderna e contemporanea, il legame tra i fondamenti di un’arte antica e la sua identità odierna.
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Sviluppandosi lungo l’intero percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli, La Casa Morbida enfatizza il dialogo tra gli oggetti del Museo e gli ambienti della Casa, esponendo pezzi pensati e realizzati dai maggiori esponenti del design moderno e contemporaneo come Bruno Munari, Alessandro Mendini, Vico Magistretti e Ettore Sottsass, fino ai nuovi protagonisti come Scholten & Baijings, Ronan ed Erwan Bourollec, Matali Crasset, Martí Guixé e Luca Nichetto.
Di Tanya Aguiñiga sono i Felt Birds, dei simpatici Uccellini da casa colorati realizzati modellando il feltro intorno a una sagoma. Particolarmente bella è Peacock di Dror Benshetrit (2009, Cappellini) una poltroncina blu che richiama la forma della ruota di un pavone, realizzata da un unico foglio di feltro che è stato arricciato e piegato, non vi è alcuna cucitura, mentre ne detta la tensione decorativa un perno alla base. Poco più in là, a piano terra vedrete l’appendiabiti minimale e da un lato ironico Big-Game by Micro (2010, Moustache) composto da teste di gommapiuma di un microfono da reporter.
Nella sala delle armi che già di per se impressiona e meraviglia per la bellezza e la particolarità della sua collezione, è collocato l’Intrigue Japonaise di Paolo Cappello (2013, Nodus) parte di un progetto culturale e decorativo che vede protagonisti una serie di tappeti sui quali sono riportate figure tratte dal teatro giapponese.
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Photo Credits: Umberto Nicoletti
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Anche una cornice può diventare morbida e può essere utilizzata al di là delle sue funzioni tradizionali, ce lo dimostra Catarina Carreiras con Draft (2013, Fabrica & Tai Ping Carpets) un connubio di forma e senso, per inquadrare arredi e angoli speciali.
Anna Gili rivede il classico orsacchiotto con Psychedelic Teddy Bear (2000, Ritzenhoff) realizzato in una versione psichedelica, mentre Benedetta e/and Carlo Tamborini con Gomitolo (2006, Diamantini & Domeniconi) mostrano come anche un orologio da parete può diventare morbido, presentando un pezzo che presenta un rivestimento lavorato a maglia in cotone di diversi colori.
Tra le sedie la Butterfly for Gillo (2012) di Carla Tolomeo, che come indica il suo nome richiama la forma di una farfalla, e Antibodi di Patricia Urquiola (2006, Moroso), qui tanti petali double face si appoggiano su un leggero telaio metallico che ne fa da stelo.
In mostra anche opere d’arte contemporanea come Studio Story Strip 2 di Pae White, Aubusson Rosso di Stefano Arienti, Oceani di Terra di Claudia Losi, Untitled di Rosemarie Trockel e Cuscino di Letizia Cariello, tutti questi artisti lavorano sul "racconto del filo".
La Casa Morbida. Tra Arte e Design
Fino al 5 maggio 2014
Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 - Milano
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì
Ingresso: 9 €, 6 € ridotto, bambini fino ai 10 anni gratuito
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sabato 22 marzo 2014
Regina José Galindo. Estoy viva. La Performance metafora del legame tra arte, vita e morte
In campo artistico, l’ultimo decennio del secolo scorso ha visto una rinnovata attenzione per quelle che sono le poetiche legate al corpo e all'azione umana, quasi fossero il risultato di sviluppi delle esperienze artistiche avvenuti nelle diverse fasi artistiche storicizzate.
Eppure la Performance è sempre più una pratica frequente che si promette di contaminare e oltraggiare prepotentemente i nuovi universi dell’arte attraverso forme di linguaggi non letterali quasi spregiudicati che creano nuove forme di espressione al di là di ogni convenzione e delle pratiche della tradizione.
Caratterizzato da una nuova visione della centralità del corpo e strettamente connessa a queste forme di resistenza attiva, è il lavoro di Regina José Galindo. Temi universali affrontati con un linguaggio che risulta altrettanto universale, compongono la prima retrospettiva italiana sull’artista negli spazi del Pac – Padiglione Arte Contemporanea di Milano. La mostra, che inaugura in questi giorni come quella di Piero Manzoni a Palazzo Reale in occasione di MiArt2014, è intitolata Estoy Viva.
La ricerca artistica di Regina José Galindo si muove all'interno della dimensione soppressa e rimossa della sofferenza, l’artista utilizza il proprio corpo come uno strumento per riattivare i traumi del rimosso e non dimenticare i traumi della storia, qui l’uso della corporeità viene utilizzato in chiave politica e polemica.
Non manca il rapporto con le origini poiché è proprio a partire dalla storia e le vicende del suo paese attraversato da situazioni di violenza e instabilità, il Guatemala, che l’artista concepisce e crea opere in qualche modo scomode e molto spesso brutali.
All'interno di azioni pubbliche, il corpo in apparenza fragile è esposto a situazioni volte a denunciare le discriminazioni di razza, sesso, gli abusi derivati dalle relazioni di potere e le implicazioni etiche che possono legate alle ingiustizie sociali e culturali che riguardano non solo una porzione ma tutta la società contemporanea.
L’esposizione Estoy Viva è suddivisa in cinque sezioni che rappresentano cinque emergenze tematiche: Politica, Donna, Violenza, Organico e Morte. Il percorso espositivo si snoda nel pieno dell’esperienza artistico-esistenziale di Regina José Galindo ripercorrendo alcune delle sue azioni più emblematiche come ¿Quién puede borrar las huellas? (2003), Himenoplastia (2004), Mientras, ellos siguen libres (2007) e Caparazon (2010), accostate a opere più recenti e lavori inediti come Marabunta e Joroba (2011), Descensión (2013) o la toccante La Verdad (2013).
Il corpo dell’artista diviene così “corpo sociale” che materializza la violenza e le criticità del presente, vive la paura, l’angoscia e l’impotenza, affrontando nelle sue azioni drammatiche il rischio fisico e psicologico in prima persona. La corporeità è pienamente strumento di denuncia teso a ridefinire i labili confini di arte e vita, mirando a un qualcosa di universale che riguarda uomini e donne di tutto il mondo.
In occasione della mostra il PAC, il regista Cosimo Alemà, ha realizzato in collaborazione con l’artista, un film per restituire attraverso una narrazione di suoni e immagini il significato centrale della mostra Estoy Viva e restituirne il senso del suo lavoro, visibile sul canale Vimeo del PAC.
In occasione dell'opening, il 24 marzo, Regina José Galindo, Leone d'Oro alla 51. Biennale di Venezia come migliore giovane artista, realizzerà Exhalación (Estoy Viva), una performance inedita pensata per l’occasione metafora del legame tra arte, vita e morte.
La mostra sosterrà attraverso una donazione l’attività di Amnesty International, l’Organizzazione non governativa che dal 1961 difende i diritti umani ovunque siano violati. Potrete contribuire anche voi scegliendo di acquistare il biglietto Donazione: formula intero (€ 9,00 anziché 8,00 con 1,00 di donazione), ridotto (€ 7,50 anziché 6,50) e ridotto speciale (€ 5,00 anziché 4,00).
Sono previste visite guidate gratuite: tutte le domeniche alle ore 17.30 e tutti i giovedì alle 19.00 previo acquisto del biglietto della mostra.
Regina José Galindo. Estoy viva
Dal 24 marzo all'8 giugno 2014
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
via Palestro, 14 Milano
Orari: lun 14.30-19.30, mar-dom 9.30-19.30, gio fino alle 22.30 (ultimo ingresso un'ora prima della chiusura)
Ingresso: 8 intero, 6,50 ridotto, 4 ridotto speciale scuole
Regina José Galindo. Estoy viva
Dal 24 marzo all'8 giugno 2014
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
via Palestro, 14 Milano
Orari: lun 14.30-19.30, mar-dom 9.30-19.30, gio fino alle 22.30 (ultimo ingresso un'ora prima della chiusura)
Ingresso: 8 intero, 6,50 ridotto, 4 ridotto speciale scuole
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Piero Manzoni a Milano. La grande mostra di Palazzo Reale
Ve l’avevo anticipato in un precedente articolo, in occasione di MiArt2014 e in particolare all'interno del calendario di The spring awakening, un programma di eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano, presso istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private, previsti a partire dall'equinozio di primavera (21 marzo) e per tutta la durata della fiera e nel programma nell'ambito del progetto Primavera di Milano, Palazzo Reale ospita una grande mostra dedicata a Piero Manzoni.
Milano ha deciso di dedicare una mostra a uno degli artisti che più vi hanno operato, attraverso questa mostra che documenta il percorso artistico esponendo ben oltre 30 opere per raccontarvi l’intera parabola artistica.
Manzoni si avvicina all'arte nella Milano della seconda metà degli anni Cinquanta, diventando nel giro di poco tempo una delle figure di spicco di quel contesto culturale. Sebbene non abbia mai avuto una vera e propria formazione pittorica, esordisce con una pittura informale caratterizzata già da toni personali. Manzoni dimostra sin da subito un certo interesse per il rapporto arte-realtà, rifiutando ogni rappresentazione illusionista e confrontandosi con artisti come Yves Klein con i suoi monocromi assoluti e immateriali, realizzando opere nelle quali riporta su tela le “impronte” di elementi della quotidianità, si confronta con il Lucio Fontana dei fori sulla superficie e frammenti di vetro applicati alla tela, con Alberto Burri e i suoi sacchi di juta, con i manifesti murali strappati di Mimmo Rotella e Antoni Tàpies.
Da quadri scuri fortemente materici con impasti di olio, catrame, smalto e oggetti come sassi e chiavi concepiti senza titolo, Manzoni evolve poi verso opere pittoriche che escludono le valenze simboliche espressive del cromatismo, quadri bianchi con rilievi plastici e ombre, con stesure grumose di gesso spatolato, ovvero gli Achrome.
Facendo un altro passo nella direzione dell’anti-pittura Manzoni giunge a risultati di natura concettuale, tuttavia esenti dalle freddezze mentali. Tutta la sua produzione si caratterizza per una graffiante ironia e un gusto apertamente paradossale, ma soprattutto per un senso fisico dell’esperienza artistica dove vita e pensiero si fondono. Mentre produce la serie degli Achrome, esplora la pratica di segni di codice: lettere alfabetiche maiuscolo, tracciate sulla superficie in sequenze ripetitive regolari, impronte digitali singole o in serie, foglietti di calendario in ordine di successione e astrazioni cartografiche.
Prendendo a volte spunto da opere esistenti, come il Rotolo di pittura industriale realizzato da Pinot Gallizio del 1958, Manzoni inizia a pensare a un segno continuo d'inchiostro tracciato su carta che si svolge progressivamente in segmenti di qualsiasi lunghezza. Nasce così la Linea, qui la striscia di carta tracciata è avvolta e conservata in un cilindro di cartone sigillato, di cui un'etichetta dichiara il contenuto. Queste opere furono esposte nella mostra del 1959, presso la galleria Azimut, dodici opere, con lunghezze che vanno da un minimo di 4,89 a un massimo di 33,63 metri e nel periodo trascorso in Danimarca l’artista tracciò una linea ininterrotta facendolo scorrere due cavalletti metallici con assi rotanti azionati da manovelle manuali, usando un contenitore d’inchiostro culminante in un tampone, concluse poi l’opera contrassegnando il rotolo con titolo, luogo, data, firma e un’impronta digitale, per poi collocarlo in un cilindro di zinco ricoperto da fogli di piombo recante la dichiarazione del contenuto in lettere lapidarie a rilievo. Nella mostra a Palazzo Reale potete osservare sette esemplari di Linee, tra le quali si comprende in mostra anche il cilindro con la Linea più lunga.
Nel maggio del 1960 nella nuova mostra da Azimut protagoniste sono le "sculture pneumatiche", definite poi Corpi d'aria. Prevedendo la partecipazione del fruitore l’opera si compone di un palloncino gonfiabile, un treppiede che funge da piedistallo, un tubicino per gonfiarlo e una chiusura: il tutto è confezionato in una custodia di legno contenente anche le istruzioni per l’uso. Una scultura fatta di aria che lo conduce alla produzione di una serie con numerosi esemplari.
Qui si introduce un nuovo concetto, si tratta di un’opera poiché realizzata da un artista ed è fondamentale il rapporto tra la fisicità della cosa e il suo prezzo in quanto opera d’arte: il punto qui non è il “comprare un Manzoni” ma “comprare Manzoni”, per questo l’artista decise che nel caso in cui l’acquirente avrebbe avuto voglia di farsi gonfiare il palloncino dall'artista stesso, l’incremento di sostanza artistica dovuto al fiato autoriale avrebbe previsto un compenso a parte, giungiamo così alla serie Fiato d’artista.
Contemporaneamente Manzoni realizza le Uova, si tratta di uova sode che l’artista trasforma in opere contrassegnandole con la propria impronta digitale; nell'ultima mostra presso la stessa galleria il pubblico fu invitato a consumare 150 uova predisposte da Manzoni in un vero e proprio happening. Gli spettatori assumendo nel proprio corpo una quantità fisica di artistico, andavano a prender parte all'esperienza dell’autore alla sacralità riconosciutagli, nel momento in cui l’uovo non veniva ingerito sarebbe stato conservato nella sua di oggetto sculturale.
Contemporaneamente Manzoni realizza le Uova, si tratta di uova sode che l’artista trasforma in opere contrassegnandole con la propria impronta digitale; nell'ultima mostra presso la stessa galleria il pubblico fu invitato a consumare 150 uova predisposte da Manzoni in un vero e proprio happening. Gli spettatori assumendo nel proprio corpo una quantità fisica di artistico, andavano a prender parte all'esperienza dell’autore alla sacralità riconosciutagli, nel momento in cui l’uovo non veniva ingerito sarebbe stato conservato nella sua di oggetto sculturale.
Si giunge alla concezione del Placentarium, un teatro pneumatico immaginato per i “balletti di luce” di Piene, i Lichtballette, manifestazioni di eventi luminosi che implicano l’immersione visiva dello spettatore. 73 spettatori trovano posto nell’involucro di 18 metri di diametro retto da aria compressa, ognuno di loro nella maniera che l’uno non veda l’altro, è circondato dallo schermo di proiezione con la possibilità di vivere sensazioni acustiche e tattili. Entra in gioco il senso della corporeità e del suo stesso esistere.
Rimanendo sempre sul rapporto spettatore e artista si giunge alle Opere vive o Sculture viventi. Nelle prime Manzoni firma un piedistallo sul quale due modelle posano come statue antiche, o firma il loro corpo nudo. In Base magica, si vede una struttura in legno a tronco di piramide che simula il classico piedistallo da statua, con una targa in ottone che reca la didascalia Piero Manzoni, Scultura vivente, potrete vederne un esemplare nella mostra. L’opera presenta due sagome che indicano la posizione in cui chi vi sale debba poggiare i piedi: fino a quando la persona sarà sulla Base magica, sarà una Scultura vivente.
Rimanendo sempre sul rapporto spettatore e artista si giunge alle Opere vive o Sculture viventi. Nelle prime Manzoni firma un piedistallo sul quale due modelle posano come statue antiche, o firma il loro corpo nudo. In Base magica, si vede una struttura in legno a tronco di piramide che simula il classico piedistallo da statua, con una targa in ottone che reca la didascalia Piero Manzoni, Scultura vivente, potrete vederne un esemplare nella mostra. L’opera presenta due sagome che indicano la posizione in cui chi vi sale debba poggiare i piedi: fino a quando la persona sarà sulla Base magica, sarà una Scultura vivente.
Manzoni poi giunge all'opera che lo ha reso celebre, nel ’61 produsse e inscatolò 90 scatole di Merda d’artista (gr. 30 ciascuna) conservata al naturale, si tratta di una scatoletta per conserve sigillata, su cui è apposta un’etichetta a stampa, con la scritta “Piero Manzoni" e la dicitura “Merda d’artista. Contenuto netto gr 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961” sovraimpressa in italiano, inglese, francese e tedesco, sul coperchio invece la scritta “Produced by” precede la firma autografa, seguita dalla numerazione progressiva delle singole scatolette, mentre sull'etichetta inferiore reca stampato “Made in Italy”.
Attraverso quest’opera Manzoni vuole manifestare la volontà di attribuire all'oggetto l’aspetto di un prodotto merceologico a pieno titolo, dove il prezzo viene fissato basandosi su un’arbitraria parità merda/oro, all'incirca 700 lire d’allora al grammo, indicandolo in 30 grammi d’oro. Un unico cortocircuito pratico e mentale nel quale combina prezzo dell’oro, merda e artisticità dissolvendo l’idea comune di valore e mettendo in discussione l’idea di reliquia, contenuto e pagamento di una merce/non merce della quale non si può accertare la natura ma solo il suo senso artistico.
Tra le altre opere in esposizione potete visionare parte di quelle prodotte nell’autunno 1961 realizzate a Herning, in questo periodo nascono un achrome in forma di quadro in paglia sbiancata, una sfera in pelle di coniglio bianca su un parallelepipedo di legno bruciato, una finestra fosforescente, un parallelepiedo di paglia sbiancata con una materia che reagisce alla luce sempre su base di legno bruciato e una nuova Base magica. Inoltre nel giardino della fabbrica danese Manzoni collocò un parallelepipedo in ferro sul quale Socle du monde compare scritta in lettere lapidarie, base del mondo, quintessenza d’ogni Base magica. Successivamente realizza due progetti che saranno in seguito distrutti: il primo è un pannello con ciuffi di fibra sintetica, il secondo è una linea di grande lunghezza realizzata su un rullo di carta continua.
Mentre nascono nuovi Achrome, Manzoni si concentra sulle sequenze seriali di panini o di batuffoli di cotone idrofilo, sulle possibilità dimensionali dei ciuffi di fibra sintetica, sul valore di superficie dei ciottoli e dei pallini di polistirolo espanso. Crea anche pacchi avvolti nella carta sigillati con corda, piombo e ceralacca come se fossero invii postali, presentati a coppie, anche questi protagonisti della mostra.
Nello stesso periodo inizia a progettare una monografia sul suo lavoro, rappresentazione del suo vivere l’acromia, è concepita come un libro di 100 pagine in plastica traslucida, senz'altro testo che il titolo, che uscirà nel 1963 con il titolo Piero Manzoni. Life and Work.
Manzoni fu trovato morto nel suo studio di Via Fiori Chiari a Milano, il 6 febbraio del 1963, nel culmine della sua attività e consacrazione artistica. Questa mostra non rappresenta solamente una comune esposizione delle sue opere, ma rende omaggio a un uomo che ha scardinato il modo di operare artistico del Novecento imponendo la sua visione del mondo. Manzoni viene raccontato dagli esordi in area postinformale alla concezione degli Achromes, dalle Linee alle Impronte, dal Fiato alla Merda d’artista, dal coinvolgimento del corpo fisico vivente nell'opera alla dimensione dell’esperienza estetica con progetti come il Placentarium. Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di un nutrito apparato di materiali documentari originali come manifesti, fotografie, cataloghi, lettere e un filmato con documenti inediti, una testimonianza d’immagini registrate dell’artista in alcune tra le sue azioni creative, come le Uova destinate alla Consumazione dell’arte o le persone firmate come Sculture viventi.
Piero Manzoni 1933-1963
26 marzo - 2 giugno 2014
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30 da martedì a domenica 9.30-19.30, giovedì e sabato 9.30-22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura Ingresso a pagamento
Piero Manzoni 1933-1963
26 marzo - 2 giugno 2014
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
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venerdì 21 marzo 2014
Il Museo della Scienza e P&G raccontano 175 anni di innovazioni
Oggi vi racconto di una mostra che inaugurerà a breve, quindi avete tempo di segnarvela in agenda. Questa mostra racconta di un’azienda, per scoprire la storia e cosa si nasconde dietro ai nostri gesti, quotidiani e a tutte le cose che usiamo per prenderci cura della nostra casa e della nostra persona.
Dal 1837 ad oggi P&G, seguendo il motto Touching lives, improving life, l'azienda produce prodotti inerenti ai marchi più conosciuti dedicati alla cura della persona come Az, Gillette, Braun, Herbal Essence, Oral B, Olaz, Pantene, Vicks, Wella, Kukident, MaxFaxtor ma anche Dolce&Gabbana Fragrances e make-up, Lacoste, Laura Biagiotti, Gucci e Rochas Paris fino a marchi dedicati alla casa come Lenor, Mastro Lindo, Swiffer, Viakal, Ace Gentile, Fairy, Dash, Duracell e Bolt.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Ingresso Via San Vittore 21 (Uscita via Olona 6) - Milano
Giorni di apertura: aperto da martedì a domenica
Giorni di chiusura: i lunedì non festivi, il 24 e 25 dicembre, il 1° gennaio
Orari: da martedì a venerdì 9.30-17, sabato e festivi 9.30-18.30
Biglietti d’ingresso: intero 10,00 €, ridotto 7,00 € per giovani sotto i 25 anni; adulti accompagnatori (max 2 persone) dei minori di 14 anni; gruppi di almeno 10 persone; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni; speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione; persone oltre i 65 anni.
Ingresso gratuito per visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni.
Must Shop: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00; lunedì chiuso.
Programma membership card: presso MUST SHOP sono in vendita 4 tipologie di card per l'accesso gratuito e illimitato al Museo in compagnia di una persona a scelta o della famiglia.
Visite guidate al sottomarino Enrico Toti
Non è possibile acquistare il biglietto per la visita guidata all'interno del sottomarino Enrico Toti separatamente da quello del Museo.
Il costo è di 8 € + il biglietto del Museo (+ 2€ per prenotazioni anticipate).
È possibile acquistare il biglietto per il giorno stesso direttamente alla cassa del Museo (fino a esaurimento dei posti disponibili) o prenotando telefonicamente o via email
Il luogo è il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, qui tra gli spazi trasformati in una casa ideale che contiene oggetti, testimonianze, documenti e video si racconta dell’evoluzione delle nostre abitudini e delle tecnologie, in un percorso suggestivo al fianco di una delle aziende storiche del settore la P&G - Procter & Gamble, da 175 anni al fianco delle famiglie di tutto il mondo.
Dal 1837 ad oggi P&G, seguendo il motto Touching lives, improving life, l'azienda produce prodotti inerenti ai marchi più conosciuti dedicati alla cura della persona come Az, Gillette, Braun, Herbal Essence, Oral B, Olaz, Pantene, Vicks, Wella, Kukident, MaxFaxtor ma anche Dolce&Gabbana Fragrances e make-up, Lacoste, Laura Biagiotti, Gucci e Rochas Paris fino a marchi dedicati alla casa come Lenor, Mastro Lindo, Swiffer, Viakal, Ace Gentile, Fairy, Dash, Duracell e Bolt.
Un’esposizione coinvolgente, intitolata Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G qui le pubblicità di altri tempi, oggetti che compriamo e che abitano le nostre case si trasformano tra mistero e curiosità per esser visti al microscopio e diventare quasi irriconoscibili. Un ritrovo comune per diverse generazioni, passate, presenti e future che crea un confronto trasversale esponendo quali sono le tecnologie e le innovazioni che hanno portato ad esempio a una BBCream di ultima generazione, a flaconi di prodotti più adatti e comodi ai nostri utilizzi, alle mini-dosi di un detersivo come Dash, fino a quanto riteniamo più scontato come un tubetto di dentifricio da spremere o un panno cattura polvere.
Fino a giungere agli elettrodomestici come tritatutto, fruste elettriche e frullatori. La mostra inoltre illustra come si stanno muovendo le tecnologie e gli sviluppi futuribili permettendo di capire come avvenivano nel passato azioni quotidiane come il truccarsi, il radersi, il fare la spesa, il cucinare, il fare il bucato, come avvengono oggi grazie a innovazioni delle quali non ci accorgiamo e cosa avverrà nel futuro accompagnati dalla ricerca e dallo sviluppo portati avanti da aziende come P&G - Procter & Gamble.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Ingresso Via San Vittore 21 (Uscita via Olona 6) - Milano
Giorni di apertura: aperto da martedì a domenica
Giorni di chiusura: i lunedì non festivi, il 24 e 25 dicembre, il 1° gennaio
Orari: da martedì a venerdì 9.30-17, sabato e festivi 9.30-18.30
Biglietti d’ingresso: intero 10,00 €, ridotto 7,00 € per giovani sotto i 25 anni; adulti accompagnatori (max 2 persone) dei minori di 14 anni; gruppi di almeno 10 persone; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni; speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione; persone oltre i 65 anni.
Ingresso gratuito per visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni.
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Programma membership card: presso MUST SHOP sono in vendita 4 tipologie di card per l'accesso gratuito e illimitato al Museo in compagnia di una persona a scelta o della famiglia.
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martedì 18 marzo 2014
Cine Dreams. Storie di costellazioni e universi
Anche quest’anno e in particolare in occasione di MiArt2014 la Fondazione Nicola Trussardi ha deciso di stupirci ancora. Come?
Realizzato in collaborazione con il Comune di Milano, prosegue la collaborazione tra la Fondazione e la fiera iniziata nel 2013 con il progetto speciale Liberi tutti. Ve lo ricordate? L’anno scorso negli spazi del Teatro Arsenale di Milano, ebbe luogo un piccolo festival di arte dal vivo che presentò per quattro giorni performance, concerti, intermezzi e pièce teatrali degli artisti Darren Bader, Keren Cytter, Gelitin e Thomas Zipp. Scopriamo insieme Cine Dreams, ricordandovi che potete fruire dell’evento dal 28 al 30 marzo, ogni sera dalle 22 ed è a Ingresso libero.
Con il nuovo progetto Cine Dreams, interamente dedicato all'arte contemporanea negli spazi del Civico Planetario “Ulrico Hoepli” di Milano. Fatto edificare alla fine degli anni venti da Ulrico Hoepli su progetto di Piero Portaluppi, fu donato alla città di Milano nel 1929 e inaugurato nel 1930. Questo luogo è il più grande esistente in Italia, ai tempi, dopo quello di Roma, fu il secondo planetario costruito in Italia, dotato di una nuova tecnologia all'avanguardia che permetteva di proiettare l'immagine del cielo stellato sull'intera cupola.
Veniamo a Cine Dreams, si tratta di un piccolo festival incentrato sulle storie di costellazioni e universi, che ha preso in considerazione il planetario celebrato come luogo di conoscenza e di incontro nel quale far confluire svariate discipline come il teatro, l’informatica, la letteratura creando un viaggio tra proiezioni, installazioni d’arte, interventi multimediali, video e sonori che sono stati concepiti appositamente per i planetari.
Questo nuovo percorso verso nuovi mondi possibili parte venerdì 28 marzo con l’intervento realizzato da Stan VanDerBeek intitolato Cine Dreams: Future Cinema of The Mind, proposto per la prima volta nel 1972 negli spazi dello Strassenburgh Planetarium di Rochester. L’opera consiste nella proiezione simultanea sulla volta del planetario di ben venti film che mescolano scienza e psichedelica ma anche spettacolo e critica delle immagini attraverso suoni, forme e colori. Sarà un’esperienza unica poiché potrete vivere quest’esperienza tutta la notte dato che le proiezioni durano otto ore, munitevi quindi di coperte e cuscini e vivrete un’esperienza del tutto inedita!
Il 29 marzo è la giornata nella quale prende vita il progetto di Jeronimo Voss, ispirato al saggio omonimo scritto da Louis-Auguste Blanqui nel 1872 e focalizzato sul tema dell'esistenza di dimensioni parallele infinite, Eternity Through The Starsconsiste, è un’opera presentata per la prima volta in occasione di Documenta13 pensata per il Planetario di Kassel e proietta sempre sulla volta, immagini su viaggi di comete nel sistema solare e rivoluzioni di pianeti tratte da antiche diapositive astronomiche.
Il 29 marzo è la giornata nella quale prende vita il progetto di Jeronimo Voss, ispirato al saggio omonimo scritto da Louis-Auguste Blanqui nel 1872 e focalizzato sul tema dell'esistenza di dimensioni parallele infinite, Eternity Through The Starsconsiste, è un’opera presentata per la prima volta in occasione di Documenta13 pensata per il Planetario di Kassel e proietta sempre sulla volta, immagini su viaggi di comete nel sistema solare e rivoluzioni di pianeti tratte da antiche diapositive astronomiche.
Nella serata del 30 marzo, conclude la rassegna Earth-Moon-Earth, un’opera multimediale e multidisciplinare di Katie Paterson nella quale si spazia dall'ecologia alla cosmologia, dalla natura alla geologia. Qui le note di una composizione di Beethoven sono trasmesse sulla superficie lunare e ritornano sulla terra per essere suonate da un pianoforte automatico.
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lunedì 17 marzo 2014
MiArt2014. Riflettere sulla continuità fra passato e presente
Tre giorni, quattro sezioni Established (suddivisa in Master, Contemporary e First Step), Emergent, Object e THENnow, il programma di incontri e conferenze MiArtTalks e 2014 series. Fino a The Spring Awakening con eventi e inaugurazioni diffusi per tutta la città e per concludere Cine Dreams, il progetto speciale di Fondazione Nicola Trussardi. Vi raccontiamo la XIX edizione di MiArt.
Ma non solo poiché la Fiera contamina tutta la città, e molte realtà pubbliche e private aderiscono a The Spring Awakening: eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano. Dal 21 marzo, giornata in cui ricorre l’equinozio di primavera, e per tutta la durata di MiArt2014, oggi giorno in città sono previste aperture speciali dalla mostra Regina José Galindo al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, alla retrospettiva di Cildo Meireles e la mostra di Micol Assaël negli spazi di Hangar Bicocca, alla grande e attesa mostra su Piero Manzoni a Palazzo Reale, alla mostra già in corso di Ian Cheng e Michael E. Smith alla Triennale di Milano fino a Year after Year. Lavori su carta dalla UBS Art Collection alla GAM - Galleria d’Arte Moderna ma non solo poiché molte gallerie d’arte aprono al pubblico con delle mostre dedicate.
Quattro sezioni: Established che comprende al suo interno Master con 42 gallerie e le proposte di artisti storicizzati e Contemporary con 64 gallerie specializzate nel contemporaneo; Emergent che vede le proposte di 20 gallerie focalizzate sul lavoro di giovani artisti; THENnow invece presenta, 18 gallerie nelle quali vi è un confronto tra un artista storico e un’emergente; Object che vede la selezione fatta da 10 gallerie attive nella promozione di oggetti di design contemporaneo fruiti come vere e proprie opere d’arte, e infine Conflux nuova piattaforma, che propone 5 diversi progetti site-specific, di artisti contemporanei.
Una totalità di ben 148 gallerie internazionali, partecipano quest’anno a MiArt2014, una delle fiere internazionali di arte moderna e contemporanea, giunta quest’anno alla sua XIX edizione, attese soprattutto da professionisti del settore ma non solo, prevista dal 28 al 30 marzo (inaugura il 27 su invito) nel padiglione 3, gate 5 a Fieramilanocity.
Milano è uno dei centri più vitali per l’arte moderna e contemporanea, per questo l’arte stessa viene vista e vissuta come eccellenza storica e culturale non solo per la città ma per il nostro paese. Sulla base di questa concezione per approfondire gli argomenti e avvicinare tutto il pubblico a quelli che sono i temi e le nuove tendenze dell’arte, la programmazione della fiera comprende anche un nuovo ciclo di miartalks, concepiti in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand, si tratta in pratica di 14 interventi tra conferenze, interviste e conversazioni previste nei giorni della fiera, appuntamenti nei quali sono coinvolti direttori di museo, artisti, designer, fashion designer, collezionisti, critici, curatori e collezionisti. Durante i MiArtTalks si discute di temi riguardanti i temi della produzione e della distribuzione, a tutto questo sono affiancati dei miartalks speciali: 2014 series, questi comprendono tre conversazioni tra due relatori sul tema del tempo in relazione al fare arte, alla critica e alla curatela.
Ma non solo poiché la Fiera contamina tutta la città, e molte realtà pubbliche e private aderiscono a The Spring Awakening: eventi, inaugurazioni e aperture speciali a Milano. Dal 21 marzo, giornata in cui ricorre l’equinozio di primavera, e per tutta la durata di MiArt2014, oggi giorno in città sono previste aperture speciali dalla mostra Regina José Galindo al PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea, alla retrospettiva di Cildo Meireles e la mostra di Micol Assaël negli spazi di Hangar Bicocca, alla grande e attesa mostra su Piero Manzoni a Palazzo Reale, alla mostra già in corso di Ian Cheng e Michael E. Smith alla Triennale di Milano fino a Year after Year. Lavori su carta dalla UBS Art Collection alla GAM - Galleria d’Arte Moderna ma non solo poiché molte gallerie d’arte aprono al pubblico con delle mostre dedicate.
E infine, ma non per ultimi, il progetto speciale Cine Dreams, organizzato dalla Fondazione Nicola Trussardi in coproduzione con miart 2014. Per ben tre sere, sotto la volta celeste del Civico Planetario "Ulrico Hoepli"di Milano, prendono vita installazioni, interventi sonori, proiezioni multimediali e video che racconteranno in maniera unica e inedita storie di costellazioni e di universi paralleli e incommensurabili.
MiArt 2014
Anteprima e inaugurazione: 27 marzo (su invito)
28 – 29 marzo 2014 dalle ore 12.00 alle 19.00
30 marzo dalle ore 11.00 alle 19.00
Fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano (gate 5, padiglione 3)
Prezzi: intero € 15, ridotto € 10
MiArt 2014
Anteprima e inaugurazione: 27 marzo (su invito)
28 – 29 marzo 2014 dalle ore 12.00 alle 19.00
30 marzo dalle ore 11.00 alle 19.00
Fieramilanocity
ingresso viale Scarampo, Milano (gate 5, padiglione 3)
Prezzi: intero € 15, ridotto € 10
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